dic 18

Ripensamento dell’amministrazione comunale di Cadoneghe dopo la presentazione di 1.030 firme per le isole ecologiche?

Il sindaco di Cadoneghe ha cambiato idea sul sistema di raccolta dei rifiuti. Il cambio avviene in concomitanza con la presentazione ufficiale delle oltre mille firme raccolte da Partito Democratico, Cadoneghe Unisce e Coalizione Civica per mantenere le isole ecologiche a Cadoneghe. Della raccolta firme e del cambio di idea del sindaco riferisce “Il Mattino di Padova” di giovedì 17 dicembre.

Una bella virata perché inizialmente il sindaco aveva annunciato il passaggio al porta-a-porta “spinto” su tutto il territorio comunale mentre ora arriva addirittura a definire “sbagliato e dannoso” il porta-a-porta nei condomini.

Bene, perché cambiare idea è segno di intelligenza. Più probabilmente il sindaco ha percepito il malumore della cittadinanza all’idea che le isole ecologiche siano eliminate.

Solo che la soluzione immaginata non pare brillante: le attuali isole – da quello che si capisce – dovrebbero essere sostituite da mini-isole “altamente tecnologiche” davanti ad ogni condominio.

A parte la spesa, di cui il sindaco non dà conto ai cittadini, e l’estetica, che non pare delle migliori, ci chiediamo dove stia la tecnologia. A giudicare da quanto mostrano queste foto, questi sembrano vecchi cassonetti “travestiti” per assumere un aspetto più tecnologico.

Se poi, come qui, si alza il sipario…casca il palco!

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

 

 

dic 16

Presentata in Comune con 1.030 firme la petizione promossa da Partito Democratico di Cadoneghe, Cadoneghe Unisce e Coalizione Civica per Cadoneghe.

Sono oltre mille i cittadini di Cadoneghe che hanno sottoscritto la petizione per il mantenimento delle isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Le loro firme, esattamente 1.030, sono state consegnate all’ufficio protocollo del Comune martedì 15 dicembre 2020 dai rappresentanti delle forze che hanno proposto ai cittadini la petizione: il Circolo di Cadoneghe del Partito Democratico, che l’ha promossa, la Lista Cadoneghe Unisce e Coalizione Civica per Cadoneghe che l’hanno subito condivisa ed attivamente sottoposta alle famiglie e ad altri utenti del servizio.

A portare in municipio le 1.030 firme sono stati i consiglieri comunali Lucia Vettore (Partito Democratico), Michele Schiavo (Gruppo Cadoneghe Unisce) e la rappresentante di Coalizione Civica per Cadoneghe Nadia Limberto (nella foto, subito dopo la consegna).

Con la petizione si chiede di confermare il mantenimento delle isole ecologiche esistenti, andando ad ammodernarne le dotazioni ed intensificando tutte le misure sia per l’educazione al conferimento rispettoso sia per la repressione dei comportamenti scorretti e illeciti.

L’Amministrazione comunale ha assunto decisioni diverse nel corso di quest’anno: nel dicembre 2019, in fase di affidamento del servizio ad Etra Spa, ha previsto di passare al sistema di raccolta porta-a-porta in tutto il territorio comunale; successivamente, forse considerando l’evidente impraticabilità del porta–porta nelle zone ad alta densità abitativa, ha attivato la sperimentazione di una mini isola ecologica condominiale, cosiddetta “ad alta tecnologia”, in via Giotto. In entrambi i casi, sembra che l’intenzione, peraltro più volte annunciata, sia quella di trovare un’alternativa alle isole ecologiche presenti nel territorio.

Il Partito Democratico di Cadoneghe, Cadoneghe Unisce e Coalizione Civica per Cadoneghe auspicano che l’Amministrazione comunale voglia ascoltare i cittadini e confrontarsi con tutti i gruppi di minoranza per trovare la soluzione più adatta alle esigenze di chi vive a Cadoneghe e rispondente all’obiettivo di mantenere e migliorare la qualità ambientale nel nostro territorio.

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

dic 15

A metà dicembre i morti veneti per la pandemia arrivano a cinquemila: è il tempo della responsabilità regionale, che coinvolge prima di tutti per le istituzioni della Regione Veneto.

“Sono giorni drammatici per il Veneto: il rischio che corriamo è quello di diventare la Lombardia della prima ondata. Se dal 1° dicembre ad oggi mille persone hanno perso la vita e se la cifra dei decessi registrati nella nostra regione da inizio pandemia ha quasi toccato quota 5.000, è evidente che non possiamo più attendere che sia Roma ad agire per noi”. A dirlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Veneto con il capogruppo Giacomo Possamai e i colleghi Anna Maria Bigon, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis.

“Zaia e la Giunta – dicono i consiglieri del PD – si assumano la responsabilità di fermare una situazione nella quale le notizie e gli allarmi su casi di saturazione degli ospedali e di entrata in crisi di alcuni servizi sono segnali di un quadro critico che non deve tramutarsi in tracollo”. E invece “sembra ormai che l’unica attività di Zaia sia quella di fare melina e di sfuggire dalle decisioni e dalle responsabilità, scaricando totalmente sui cittadini la colpa degli assembramenti nel week-end”.

Sullo stesso argomento è intervenuto anche il deputato veneto del Partito democratico, Diego Zardini.

“Zaia si assuma le proprie responsabilità. Dal governo ha avuto ampie coperture politiche, legislative e finanziarie per contrastare la seconda ondata di coronavirus. Purtroppo in Veneto il numero di contagi è ampiamente sopra la media nazionale, così come quello dei decessi. Lo hanno evidenziato la settimana scorsa i sindacati dei medici, degli infermieri e degli operatori ospedalieri, disperati e lasciati soli davanti al procedere inarrestabile del numero di positivi e di morti. Lo aveva previsto, inascoltato, il professor Crisanti, criticando la scelta di basare la prevenzione sui tamponi cosiddetti ‘rapidi’. Ammesso che i dati forniti dalla Regione Veneto al ministero della Sanità siano corretti, e non ho dubbi che sia così, è chiaro che il sistema sanitario regionale non sta funzionando. Trincerarsi dietro i numeri mentre i cittadini cadono è doppiamente colpevole”.

Partito Democratico

Cirocolo di Cadoneghe

dic 11

Il numero dei morti è elevato, il contagio dilaga: in questa situazione l’obiettivo delle istituzioni deve essere quello di arginare il Covid-19, non il Pranzo di Natale.

 

“Veneto, 151 morti in un giorno”: è il titolo di apertura del “Mattino di Padova” di venerdì 11 dicembre. All’interno il titolo del quotidiano è più completo e, se possibile, più drammatico: “La giornata più nera per il Veneto: 151 lutti, 3.904 nuovi casi, 357 gravi”.

La cronaca di Laura Berlinghieri comincia così: “Quella di ieri è stata la giornata più nera che il Veneto abbia conosciuto dall’inizio della pandemia. Con tutti i record che sono stati infranti, uno dopo l’altro: i decessi, i nuovi contagi, i ricoveri tanto in area medica, quanto in terapia intensiva. In una sola giornata, il Veneto ha visto spegnersi 151 persone a causa del Covid. Sono 4.634 dall’inizio della pandemia. Una pandemia che corre a perdifiato, come dimostra il secondo record sgretolato, quello relativo ai nuovi contagi: 3.904 in 24 ore. Praticamente uno ogni 20 secondi”.

Più forte si fa dunque la vicinanza del Partito Democratico di Cadoneghe alle persone e alle famiglie drammaticamente assalite dal Covid-19. Anche la nostra comunità è colpita: l’ultimo dato segnala 166 contagiati.

Ogni giorno di più appare chiaro che il vero nemico è il virus e che ogni sforzo va fatto per arginarlo, indebolirne la diffusione ed infine sconfiggerlo. Le regole per arrivare all’obiettivo posso essere imperfette, ma non è contro queste che istituzioni e comunità devono combattere: è contro la pandemia.

“Dobbiamo fare di tutto – dicono i consiglieri regionali del Partito Democratico – per ridurre il numero dei contagiati ed evitare che i pazienti finiscano in terapia intensiva, visto che un degente su due non ce la fa, una percentuale drammatica. E per riuscirci, la Regione non può alimentare le polemiche ora sulle piste da sci ora sul pranzo di Natale. La priorità è la salute delle persone e in questo momento si tutela con una più efficace organizzazione del sistema sanitario, non chiedendo ogni giorno un ‘via libera’ al Governo”.

“Se vogliamo passare un buon Natale sono necessarie maggiori restrizioni, non appelli generici a evitare assembramenti”, dicono ancora Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente a Palazzo Ferro Fini della commissione Sanità, insieme ai colleghi Giacomo Possamai, Vanessa Camani, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni e Francesca Zottis e al gruppo regionale Sanità del PD.

«Siamo rimasti in bilico per settimane tra zona gialla e zona arancione. Ma, non avendo mai predisposto il lockdown, era evidente che il contagio avrebbe continuato a propagarsi. Era la mia preoccupazione fin dall’inizio e i dati di oggi non mi sorprendono»: è il commento dell’immunologa padovana Antonella Viola, riportato da Laura Berlinghieri nell’articolo citato del “Mattino”.

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

 

 

dic 1

Quattrocento milioni di euro per le spese alimentari arrivano subito a molte famiglie italiane. Di questa cifra, proposta dal Partito Democratico ed inserita dal Governo nel decreto Ristori-Ter, oltre 85 mila euro sono destinati alle famiglie di Cadoneghe.

 

Il Comune di Cadoneghe riceve dallo Stato 85 mila 816,22 euro da erogare alle persone in difficoltà per la pandemia. La somma è destinata alla solidarietà alimentare per le famiglie di Cadoneghe ed è parte dei 400 milioni di euro con il quale il decreto-legge Ristori-Ter ha finanziato il Fondo da erogare ai Comuni per queste misure urgenti.

Con la stessa finalità nel marzo scorso il Governo aveva assegnato al Comune di Cadoneghe una identica somma di 85 mila 816,22 euro, utilizzata poi dall’Amministrazione comunale. L’importo sia di quel finanziamento che di quello attuale è corrisposto sulla base della popolazione di ciascun Comune.

La proposta di inserire questi altri 400 milioni per le famiglie nel decreto Ristori-Ter era stata inizialmente avanzata dal Partito Democratico ed ha trovato concorde il governo. Accanto all’indispensabile sostegno alle attività economiche compromesse dal Covid-19 – ha sostenuto il Partito Democratico – è necessario dare alle Amministrazioni comunali le risorse per contrastare l’emergenza alimentare che sta coinvolgendo le famiglie.

In effetti questi ulteriori 85 mila euro sono per Cadoneghe un segnale importante, dal punto di vista economico e sociale: sono un sostegno concreto e immediato a famiglie in difficoltà e limitano il peso esistenziale che le ricadute economiche dell’emergenza sanitaria in corso stanno determinando in molte persone e in molti settori della nostra comunità.

Ora è l’Amministrazione comunale che darà attuazione al decreto del Governo, individuando sia le modalità di distribuzione delle risorse finanziarie, sia i destinatari. Un’attività analoga è stata già svolta dal Comune di Cadoneghe con i finanziamenti per la solidarietà alimentare arrivati a marzo durante il confinamento. L’organizzazione può essere quindi rapida.

 

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

 

 

 

nov 26

Torna utile l’ex edificio scolastico di Bagnoli: conservato al patrimonio del Comune di Cadoneghe dall’amministrazione del sindaco Michele Schiavo, ora è un luogo sicuro per i tamponi anti Covid-19.

Il Partito Democratico di Cadoneghe accoglie con favore la messa a disposizione della ex scuola “Maretto” a Bagnoli per la gestione dell’emergenza Covid-19, nello specifico come luogo dove i medici di base potranno effettuare i tamponi. In questa fase di emergenza l’immobile bene si presta ad essere del tutto isolato da ogni contesto frequentato da altri soggetti e per avere caratteristiche tali da essere velocemente approntato per la funzione suddetta.

Non possiamo quindi che condividere la scelta ed auspicare la rapida attivazione del punto tamponi nel nostro Comune, come è avvenuto in altri Comuni.

Per amore di verità – e a qualcuno piacerà vedervi anche una vena polemica, però motivata – ricordiamo che è stata la determinazione dell’amministrazione Schiavo a mantenere la disponibilità ad uso pubblico della vecchia scuola Maretto, in quanto il decreto regionale che aveva disposto la concessione del contributo di € 415.213,74 per la nuova scuola dell’infanzia l’Aquilone di via Conche, prevedeva la dismissione e l’alienazione (cioè la vendita) della vecchia scuola.

Dopo alcuni tentativi di vendita con esito infruttuoso, l’amministrazione di allora aveva chiesto alla Regione di togliere il vincolo dell’alienazione per poter mantenere in proprietà comunale l’immobile da destinare a fini pubblici (centro per servizi di interesse comune). Richiesta accolta dalla Regione il 19 gennaio 2016.

Da rilevare che allora i consiglieri comunali Devis Vigolo (oggi vice sindaco) e Silvio Borella, dopo aver depositato interpellanze ed espresso in Consiglio Comunale la contrarietà a tale proposta, arrivarono a rivolgersi alla Regione per suggerire addirittura che richiedesse al Comune di Cadoneghe la restituzione del contributo regionale.

Per l’evidente interesse pubblico da tutelare, la richiesta venne respinta e l’ex scuola è rimasta un bene pubblico disponibile, tanto più in questa circostanza.

Un tipico esempio di come le posizioni assunte da certi rappresentanti politici spesso non rispondano all’interesse dei cittadini, ma a logiche di schieramento.

 

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

 

 

 

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