23 mag 13 - Cadoneghe si mobilita contro il femminicidio. Una fiaccolata domani sera, venerdì 24 maggio, alle 20.45 in Piazza Insurrezione (municipio).

Una fiaccolata per ricordare, ma soprattutto per riflettere sulla condizione della donna nel mondo di oggi. Dopo i gravi fatti accaduti a Cadoneghe nella giornata di ieri, Amministrazione comunale e Udi, con l’appoggio del PD, hanno deciso di indire un momento di riflessione al quale è invitata tutta la cittadinanza. Domani sera, venerdì 24, a partire dalle 20,45 ci si ritroverà in piazza Insurrezione per una fiaccolata. L’invito è, per chi lo desidera, a intervenire munito di candele e torce.

«Siamo tutti costernati di fronte a quanto è successo – dice il sindaco Mirco Gastaldon –, e proprio per questo dobbiamo soffermarci a riflettere. Questa iniziativa ha valore di testimonianza civile di fronte a una questione etica e culturale che ci coinvolge tutti e sulla quale questo Comune ha investito molto. Voglio ricordare che il Consiglio comunale nella seduta dello scorso 29 aprile ha approvato l’adesione al progetto denominato “Convenzione contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio no more”. Questo documento è stato elaborato a livello nazionale dalle associazioni che condividono un forte impegno sul tema della violenza sulle donne per richiamare le istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti per combattere questo terribile fenomeno. La violenza sulle donne non è da inquadrare come una emergenza, ma è un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità».

Il documento approvato dal Consiglio comunale, presentato dalla consigliera con delega alle Pari Opportunità, Lucia Vettore, rileva la necessità di pervenire a una definizione univoca e al monitoraggio del fenomeno con raccolta dati per la formazione di un Osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne. Viene proposta l’istituzione di un numero di pubblica utilità (il 1522) e una più specifica formazione delle persone che lavorano nel settore (forze dell’ordine, servizi sanitari, medici di base, servizi sociali, magistratura, giornalisti). Altro punto qualificante della proposta consiste nella richiesta di riconoscimento e finanziamento dei centri antiviolenza come parte integrante dei servizi da offrire sul territorio per accogliere donne vittime di violenza (e i loro figli).

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