8 giu 11 - Tre domande sul “legittimo impedimento” a Maria Cocchiarella. Perchè votare SI’ al REFERENDUM di domenica 12 e lunedì 13.

Maria Cocchiarella, avvocato, fa parte dell’esecutivo del Pd di Cadoneghe e della direzione provinciale. A lei abbiamo rivolto tre domande sull’ultimo quesito referendario, quello sul “legittimo impedimento” per premier e ministri.

La nostra Costituzione afferma, all’art. 3 l’essenziale “principio di uguaglianza dinanzi alla legge”. Il “legittimo impedimento” a comparire in un’udienza penale, diventato legge il 7 aprile 2010, pone effettivamente il Presidente del Consiglio e i Ministri in una posizione di privilegio rispetto ai cittadini comuni?

Il legittimo impedimento esiste, in un processo penale, per qualunque imputato ed è già regolamentato dal codice penale. Nel caso del Presidente del Consiglio e dei Ministri del suo governo, prevede un allargamento di quel principio rimettendo allo stesso imputato di decidere se il suo è impedimento legittimo o no. Questo aspetto è stato modificato dalla Corte Costituzionale a gennaio, quando ha stabilito che siano i Giudici del processo a valutare la legittimità o meno dell’impedimento prospettato anche dall’imputato “eccellente”.
Il cittadino comune può avvalersi di questo strumento, previsto dal codice, per motivi gravi e reali, ed è il richiedente a doverne dare prova, non è stabilito a priori; pertanto una riunione di lavoro, per quanto importante e vitale sia, non è di per sé legittimo impedimento. Al contrario la norma di cui si chiede l’abrogazione con il referendum può consentire, se così si può dire, un arbitrario legittimo impedimento, deciso da chi ne beneficia e, sebbene sia previsto l’intervento valutativo del
Tribunale, è comunque un impegno in più per i giudici e per il processo, con le prevedibili polemiche infinite che fanno seguito ad una decisione non gradita.

Ci sono casi analoghi nelle democrazie occidentali, cioè esiste la possibilità per chi ha incarichi di governo di sottrarsi, anche solo momentaneamente, alla giustizia?

In molte altre nazioni esiste una normativa a garanzia di chi esercita funzioni pubbliche di governo importanti, è prevista un’immunità parlamentare, ed i processi , in talune nazioni, sono sospesi e ripresi – senza decorrenza di prescrizione – al termine del mandato; c’è però un limite fondamentale: i processi devono riguardare reati connessi all’azione di governo. Per esempio in Germania, dove pure c’è l’immunità, il Bundestag (il loro parlamento), in casi specifici, la toglie e la stessa non vale nei casi di arresto in flagranza di reato. Se consideriamo che il nostro Parlamento respinge l’autorizzazione a procedere per quasi tutte le iniziative giudiziarie nei confronti dei propri membri ( v.Cosentino, Lunardi sebbene non più ministro, e simili), subito si vede che da noi è già assai difficile iniziare, se poi c’è anche il legittimo impedimento, si arriva alla paralisi.
Purtroppo in Italia l’immunità, prevista dai Padri Costituenti come una garanzia per libertà ed autonomia del parlamentare, si è trasformata in pretesa di impunità, sottolineando sempre più la diversità di trattamento dei cittadini davanti alla legge.

La legge sul “legittimo impedimento” ha una durata stabilita in 18 mesi (alla scadenza dei quali mancano ormai pochi mesi), in attesa di una legge costituzionale, dopo che il “lodo Alfano” è stato bocciato dalla Corte Costituzionale. Questa annunciata “legge costituzionale” rappresenta davvero una priorità per il Paese?

Questa legge costituzionale, che peraltro ha bisogno di un iter particolare ed impegnativo, in termini di tempo ed utilizzo di risorse, non ha, a mio parere, alcun carattere di priorità per l’Italia, che dovrebbe invece vedere affrontati problemi ben più stringenti e gravi (lavoro, istruzione, salvaguardia del patrimonio ecc.); ma, per assurdo, non pare prioritaria neppure per il Presidente del Consiglio, considerato che i suoi processi sono quasi tutti a concreto rischio prescrizione. Mi pare si tratti più di voler affermare un primato su tutti gli altri poteri dello Stato, quasi a volersi garantire un futuro (magari a delfini e successori) ancora più ingombrante e pericoloso per la nazione. In fondo tutti abbiamo sentito dire, da molte parti, che in tutte queste azioni del governo e maggioranza attuale, si intravvede la realizzazione di un programma in passato appartenuto ad altra organizzazione…non precisamente democratica.

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