mag 28

In attesa della Festa Democratica di Cadoneghe che avrà luogo dal 6 al 14 luglio, sta per entrare nel vivo anche il calendario delle Feste Democratiche della città di Padova. Visto che è vicina a noi, ci piace segnalare quella dei circoli dell’Arcella-San Carlo-Pontevigodarzere e di Altichiero-Sacro Cuore che ha luogo dal 31 maggio a 4 giugno in via Pontevigodarzere nell’area retrostante la sede del PD, vicino al capolinea del TRAM. Tutte le sere, ottima cucina, dibattiti e stand delle associazioni. Non mancate!

mag 28

L’ANPI di Cadoneghe, sezione “Sparviero”, ha organizzato un interessante giro attraverso il territorio dell’Alta Padovana che fu teatro di alcuni tra i più cruenti episodi di violenza commessi dalle truppe tedesche in ritirata nel periodo della Resistenza. Su tutti, l’eccidio di Santa Giustina in Colle e quello di Castello di Godego. Furono stragi commesse ai danni di partigiani e civili del territorio, non stragi di rappresaglia ma vere e proprie esecuzioni di massa con un coinvolgimento importante dei fascisti locali. Lo storico Egidio Ceccato, di Camposampiero, ha scritto alcuni libri che hanno fatto luce su quelle vicende storiche, ripristinando alcune verità che una retorica post-bellica aveva accuratamente occultato, per nascondere responsabilità e coinvolgimenti diretti di personalità locali. Nel video parla in particolare dell’eccidio di Santa Giustina in Colle (27 aprile 1945), prima tappa di un cammino che farà registrare in tre giorni 133 vittime.

mag 28

In coerenza con il percorso attivato ormai da mesi che ha visto l’Amministrazione Comunale approvare il provvedimento per l’adesione al progetto Unicef “Città amiche dei bambini” e la mozione per la realizzazione di interventi di sensibilizzazione sul tema dei diritti civili e politici dei minori figli di genitori stranieri, nati e stabilmente residenti in Italia, sabato 8 giugno alle ore 17.30 l’Amministrazione Comunale consegnerà gli attestati di cittadinanza onoraria ai bambini che hanno completato il ciclo della scuola elementare.

Nel corso dell’iniziativa, che ha raccolto il favore della Ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge, intereranno anche Don Luigi Brusegan – Delegato Vescovile Ecumenismo e dialogo interreligioso, Annalisa Frisina, ricercatrice del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Padova, l’On. Khalid Chaouki.

Nel corso del 2010 sono nati in Italia circa 78.000 bambini stranieri, pari al 13,9% del totale (fonte Rapporto ISTAT), e sono circa un milione i minori figli di migranti, per la gran parte nati in Italia, che frequentano le nostre scuole e che solo al compimento del 18° anno potranno chiedere la cittadinanza italiana, pur non essendo migranti e, molto spesso, non avendo mai conosciuto il paese di provenienza dei propri genitori. L’idea di consegnare un attestato agli alunni figli di migranti che hanno terminato il percorso di formazione primaria nasce per rafforzare nei bambini stranieri la consapevolezza del cammino compiuto, e quindi il loro senso di appartenenza alla comunità in cui vivono. L’obiettivo è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza alla tematica dei diritti dei minori stranieri, favorendo la formazione di un’opinione pubblica aperta a una revisione della legislazione sul diritto di cittadinanza che vada nella direzione di individuare nella frequenza della scuola uno dei criteri per l’attribuzione di tale diritto.

Sappiamo tutti che è in corso una discussione sul riconoscimento del diritto di cittadinanza ai minori stranieri. Sempre più spesso siamo in presenza di un’immigrazione che tende a stabilizzarsi nel tempo, scegliendo il nostro territorio come luogo in cui vivere, lavorare e crescere i propri figli. Il percorso scolastico completato in Italia costituisce un passo fondamentale del processo di integrazione. Gli immigrati rappresentano ormai una componente fondamentale della società italiana, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo economico, sociale e civile del nostro Paese. Promuovere iniziative come questa a favore dei minori stranieri significa promuovere la cultura della pace, lo sviluppo civile, sociale, multiculturale, professionale, economico della comunità, promuove e tutela i diritti dell’infanzia in tutti i suoi aspetti e in particolare favorendone l’accesso ai servizi educativi.

mag 28

E’ stata una manifestazione sobria ma intensa quella di venerdì scorso indetta dall’amministrazione comunale di Cadoneghe e dall’UDI (Unione Donne in Italia) per dire NO al femminicidio e ricordare Silvana Cassol, vittima di un omicidio-suicidio che ha scosso la comunità di Cadoneghe. Oltre duecento persone hanno preso parte alla fiaccolata, hanno portato un lumino o un fiore. Sono intervenuti il sindaco di Cadoneghe Mirco Gastaldon, la consigliera comunale Lucia Vettore, con delega alle Pari Opportunità, e Gigliola Longo dell’UDI di Cadoneghe. Lucia Vettore ha letto il testo che qui riportiamo.

“Ancora una volta è successo, e questa volta ci tocca da vicino, perché Silvana apparteneva alla nostra comunità, era un’amica, una sorella, una figlia, una madre, una donna. Dolore e sgomento prevalgono di fronte a questa violenza inspiegabile e ingiustificabile.
Da subito il fatto è stato classificato con un termine che è ormai entrato nel linguaggio comune: FEMMINICIDIO. Un termine che appare sempre più spesso per definire questi atroci delitti che avvengono soprattutto fra le mura domestiche.
Da parecchi anni la violenza contro le donne viene denunciata con forza dalle organizzazioni femminili. In particolare l’UDI Unione Donne in Italia ha promosso nel 2008 la Staffetta contro la violenza sulle donne che, da Niscemi a Brescia, durante tutto un anno, ha attraversato l’Italia per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su questo fenomeno che ora sta assumendo le proporzioni di una vera strage.
La staffetta è passata anche nel nostro Comune con l’anfora, simbolo della staffetta, che ha raccolto riflessioni e testimonianze di donne, alla presenza di tantissime persone, del Sindaco e dell’amministrazione comunale, sempre attenta e sensibile a queste tematiche.
Il 29 aprile scorso il Consiglio Comunale di Cadoneghe ha approvato la CONVENZIONE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE – FEMMINICIDIO NO MORE, documento elaborato dalle organizzazioni femminili a livello nazionale per richiamare le istituzioni alle loro responsabilità e agli atti dovuti per combattere questo fenomeno terribile.
Tale documento sottolinea la necessità di un cambiamento radicale di cultura e mentalità per garantire il rispetto della dignità e dell’integrità delle donne, e indica delle misure urgenti fra le quali:
- risorse per i centri antiviolenza;
- la formazione delle persone che lavorano nel settore: forze dell’ordine servizi sanitari, medici di base, servizi sociali, magistratura e operatori dei mass media (che non diano solo rilievo scandalistico alle informazioni);
- l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne;
- l’approvazione della Convenzione di Istanbul del 2011 su prevenzione e contrasto della violenza sulle donne e violenza domestica.
Manterremo forte il nostro impegno perché si attuino le misure legislative necessarie e tutte le azioni di aiuto, prevenzione ed educazione che possano evitare il ripetersi di ogni violenza sulle donne, fino al più tragico epilogo. Non vogliamo più piangere le troppe vittime come Silvana, BASTA FEMMINICIDI.
In questo momento così drammatico manifestiamo tutti insieme la nostra vicinanza alla famiglia di Silvana, e rispettiamo il dolore che ha colpito anche i familiari del coniuge.”

mag 28

Per festeggiare l’anniversario della repubblica fra le iniziative dell’amministrazione comunale segnaliamo lo spettacolo
LINA, NILDE E LE ALTRE – Le donne della Costituente
di e con Massimo Somaglino (marito della più nota Giuliana Musso)
SABATO 1 GIUGNO ore 20.45 SALA CONSILIARE
Ingresso libero

Il lavoro è il risultato di una ricerca teatrale svolto in forma di lettura scenica, con canzoni qua e là:una celebrazione al femminile della nostra repubblica.

mag 23

Una fiaccolata per ricordare, ma soprattutto per riflettere sulla condizione della donna nel mondo di oggi. Dopo i gravi fatti accaduti a Cadoneghe nella giornata di ieri, Amministrazione comunale e Udi, con l’appoggio del PD, hanno deciso di indire un momento di riflessione al quale è invitata tutta la cittadinanza. Domani sera, venerdì 24, a partire dalle 20,45 ci si ritroverà in piazza Insurrezione per una fiaccolata. L’invito è, per chi lo desidera, a intervenire munito di candele e torce.

«Siamo tutti costernati di fronte a quanto è successo – dice il sindaco Mirco Gastaldon –, e proprio per questo dobbiamo soffermarci a riflettere. Questa iniziativa ha valore di testimonianza civile di fronte a una questione etica e culturale che ci coinvolge tutti e sulla quale questo Comune ha investito molto. Voglio ricordare che il Consiglio comunale nella seduta dello scorso 29 aprile ha approvato l’adesione al progetto denominato “Convenzione contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio no more”. Questo documento è stato elaborato a livello nazionale dalle associazioni che condividono un forte impegno sul tema della violenza sulle donne per richiamare le istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti per combattere questo terribile fenomeno. La violenza sulle donne non è da inquadrare come una emergenza, ma è un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità».

Il documento approvato dal Consiglio comunale, presentato dalla consigliera con delega alle Pari Opportunità, Lucia Vettore, rileva la necessità di pervenire a una definizione univoca e al monitoraggio del fenomeno con raccolta dati per la formazione di un Osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne. Viene proposta l’istituzione di un numero di pubblica utilità (il 1522) e una più specifica formazione delle persone che lavorano nel settore (forze dell’ordine, servizi sanitari, medici di base, servizi sociali, magistratura, giornalisti). Altro punto qualificante della proposta consiste nella richiesta di riconoscimento e finanziamento dei centri antiviolenza come parte integrante dei servizi da offrire sul territorio per accogliere donne vittime di violenza (e i loro figli).

mag 16

La Tares, questa sconosciuta. In attesa che il nuovo Governo definisca tempi e modi di applicazione della nuova tassa sui rifiuti e sui servizi prevista dal decreto Salva Italia, che entra in vigore nel 2013 in sostituzione della Tarsu e della Tia, il Comune di Cadoneghe ha deciso fin d’ora di non esercitare la facoltà che lo Stato concede di aumentare l’aliquota prevista per i Comuni. «Ciò significa – spiega il sindaco Mirco Gastaldon – che a Cadoneghe l’aliquota non aumenterà per la parte riguardante il servizio comunale. Verrà quindi applicata la quota statale, che sarà pagata allo Stato e non sarà di spettanza del Comune».

Per spiegare in che cosa questo si tradurrà concretamente per i cittadini e le famiglie di Cadoneghe, ma anche per illustrare nel dettaglio le voci del bilancio 2013 del Comune, l’Amministrazione comunale ha deciso di organizzare una serie di incontri pubblici. «Mai come in questo momento è importante rendere partecipi i cittadini della situazione economica generale, delle proposte e delle soluzioni ipotizzabili per continuare ad assicurare al nostro territorio, nonostante la crisi, i servizi pubblici essenziali per la collettività – dice Denis Giacomini, assessore al Bilancio –. Nel nome della trasparenza e del dialogo con la cittadinanza che ci ha sempre guidati, abbiamo organizzato tre incontri aperti, distribuiti come di consueto per singoli quartieri, che hanno lo scopo di tenere informati i nostri concittadini e confrontarci con loro, rendendoli consapevoli delle più importanti decisioni che dovremo adottare per il 2013».

Agli incontri, cui parteciperanno il sindaco e tutta la Giunta comunale, sono invitati tutti i cittadini, che potranno avanzare, su ciascun tema, le loro proposte e osservazioni.

Queste le date degli incontri:
- mercoledì 29 maggio alle ore 20.45 presso scuola Falcone Borsellino
- lunedì 10 giugno alle ore 20.45 presso la Sala Consiliare
- mercoledì 12 giugno alle ore 20.45 presso Auditorium Ramin

mag 8

Il Consiglio comunale di Cadoneghe, fra i tanti argomenti posti in discussione nella seduta dello scorso 29 aprile, ha approvato l’adesione al progetto denominato CONVENZIONE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE – FEMMINICIDIO NO MORE”. L’ordine del giorno, illustrato dalla consigliera delegata alle pari opportunità Lucia Vettore, prende avvio dal documento omonimo consegnato all’amministrazione comunale in occasione della ricorrenza del 25 novembre giornata mondiale contro la violenza sulle donne da parte dell’UDI di Cadoneghe e, simbolicamente, da parte di tutte le donne.

Questo documento è stato elaborato dalle associazioni di donne e realtà nazionali che condividono un forte impegno sul tema della violenza sulle donne per richiamare le istituzioni alla loro responsabilità e agli atti dovuti per combattere questo terribile fenomeno. Anche da parte di alcuni organismi internazionali viene contestato all’Italia lo scarso impegno nel contrasto della violenza maschile nei confronti delle donne.

La gravità del fenomeno appare evidente dal numero allarmante dei casi di femminicidio, ovvero l’omicidio compiuto dal proprio partner o ex, che si verificano in Italia – circa 130 casi nel 2012 – che riguardano per il 70% donne italiane e nel 60% sono commessi nel contesto di relazioni affettive tra vittima e autore. Un reato non nuovo, la cui frequenza e attualità non fanno supporre che sia in regressione, anzi assistiamo ad uno stillicidio di casi che induce la neo-ministra alle pari opportunità Josefa Idem ad invocare la costituzione di una “task force” che se ne occupi a livello nazionale.

La considerazione di partenza è che la violenza sulle donne, in tutte le sue sfumature, non è una questione privata, ma politica in quanto fenomeno di pericolosità sociale per donne, uomini e bambini. La violenza sulle donne non è da inquadrare come una emergenza ma è un fenomeno strutturale di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità, e esiste quindi la necessità di:
- cambiamento radicale di cultura e mentalità (che richiede molto più tempo e maggiore impegno che non l’adozione di semplici leggi).
- rappresentanza appropriata delle donne, a fianco degli uomini in ogni ambito della società
- intervento sulla rappresentazione stereotipata e svilente delle donne nei media e nella pubblicità
- intervento delle istituzioni per politiche attive, coerenti e coordinate di educazione e prevenzione;
- attuazione del piano nazionale antiviolenza del dipartimento per le Pari Opportunità;
- ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa approvata ad Istanbul nel 2011 (su prevenzione e contrasto della violenza sulle donne e violenza domestica).

Il documento rileva la necessità di pervenire ad una definizione univoca e al monitoraggio del fenomeno con raccolta dati per la formazione di un Osservatorio nazionale sulla violenza contro le donne. Viene quindi proposta l’istituzione di un numero di pubblica utilità (il 1522) e una più specifica formazione delle persone che lavorano nel settore (forze dell’ordine, servizi sanitari, medici di base, servizi sociali, magistratura, giornalisti).

Altro punto qualificante della proposta consiste nella richiesta di riconoscimento e finanziamento dei centri antiviolenza come parte integrante dei servizi da offrire sul territorio per accogliere donne vittime di violenza (e i loro figli). Richieste riguardanti aspetti giuridici sono quelle del divieto dell’affido condiviso in presenza di un genitore violento, di interventi tempestivi in difesa dell’incolumità di donne che denunciano violenze, di creazione di uffici giudiziari specializzati in materia di violenza di genere e di unificazione delle competenze fra tribunali ordinari e tribunali dei minori con procedure semplificate, di meccanismi di risarcimento effettivo del danno causato dalle violenze.

La proposta ha in sintesi la precisa finalità di promuovere iniziando dal livello locale quelle azioni di prevenzione e sensibilizzazione culturale anche nelle scuole, a partire dai contenuti dei libri di testo alla formazione professionale del corpo docente sugli stereotipi di genere che possono generare discriminazione e violenza. Con l’approvazione dell’odg il sindaco a l’amministrazione comunale vengono chiamati a realizzare azioni concrete in direzione della prevenzione e del contrasto del fenomeno della violenza sulle donne, vigilando su ogni forma di comunicazione offensiva della dignità delle stesse.

mag 7

“Le scuole superiori “scricchiolano” sulla testa degli studenti e la Provincia non dirotta le risorse su opere di manutenzione.” E’ questa la riflessione che giunge dalle schiere del Pd alla luce di questi quattro anni di amministrazione che ha visto dirottare, dei 62 milioni di investimenti del 2012, solo 13 milioni all’edilizia scolastica, e di questi solo 3 alle manutenzioni straordinarie degli istituti superiori.

Esiste una sperequazione fortissima nei bilanci della Provincia tra risorse destinate all’edilizia scolastica e risorse destinate alla viabilità o agli edifici non scolastici. E’ evidente che sono altre le priorità per gli investimenti di questa amministrazione: nel 2012, infatti, 32 milioni di euro sono stati destinati alla viabilità, 17 per il patrimonio non scolastico, solo 13 milioni di euro per l’edilizia.

Sull’edilizia scolastica la Provincia di Padova si assuma le sue responsabilità. In questi anni la Provincia ha dirottato le risorse per opere di sviluppo dell’esistente, sottovalutando pesantemente le condizioni di partenza dei plessi. Gli investimenti programmati sono stati rivolti alla certificazione per la prevenzione incendi, al risparmio energetico, all’attuazione di poli scolastici senza tener conto che, per l’80% gli istituti sono situati nei centri storici o l’edificazione risale ad almeno 40 anni fa. Istituti che necessitano quindi di manutenzioni costanti e di una maggiore programmazione di interventi.

L’attenzione sul problema della sicurezza delle scuole della provincia parte anche dal numero di studenti coinvolti: quelli delle scuole superiori in provincia di Padova sono 35.000, frequentano 52 istituti scolastici, dislocati in 83 edifici, di cui 37 sono di proprietà della Provincia, 39 sono in concessione integrale alla Provincia, 7 sono in affitto.
Investimenti sono stati fatti, ma con logiche ben precise: a Cittadella, ad esempio, paese d’origine di Bonetto, assessore all’edilizia scolastica, nel quale la Provincia ha progettato e finanziato non solo gli edifici, ma perfino la viabilità di accesso alle scuole, solo quella costata 1,5 milioni di euro.

I poli finora realizzati sono tutti in provincia, in città nessuno, anzi la discussione sul polo Valle-Marchesi cui abbiamo assistito in questi anni senza esito, vanta una spesa di progettazione già avvenuta di circa 600 mila euro, buttati al vento. Questa mancanza di progettualità e di visione del futuro caratterizza questa giunta e si ripercuote sul nostro patrimonio scolastico in termini di investimenti per la stabilità degli edifici.

L’assessore all’edilizia scolastica lamenta di non poter operare a causa del patto di stabilità ma il patto è tema e problema per tutti gli enti locali, non solo per la Provincia di Padova. Altre province, invece, stanno investendo risorse maggiori nella manutenzione degli edifici scolastici. Come mai? Perché la Provincia di Padova, governata da 15 anni da Lega e Pdl, è una delle più indebitate d’Italia. Sono circa 260 milioni di euro (circa 300 per abitante), al 21° posto nella classifica nazionale delle province più indebitate. E’ per questo che a Padova più che altrove pesano i vincoli del Patto di Stabilità. Per responsabilità evidenti di questa maggioranza e di questa classe politica di centrodestra.

Concludendo crediamo che sulla gestione dell’edilizia scolastica superiore da parte della Provincia si debba fare un po’ di chiarezza: suggeriamo di trovare nel bilancio 2013 una maggiore armonia nelle spese, dando priorità a quelle davvero urgenti e necessarie, come le scuole, evitando di destinarle ad altri investimenti e spazzando via una volta per tutte deleghe e funzioni non necessarie, consulenze e spese di comunicazione.

Ieri abbiamo incontrato studenti, docenti, genitori e dirigenti sensibili a questo argomento, e abbiamo raccolto indicazioni, suggerimenti, priorità, in vista del prossimo bilancio della Provincia. E’ stato molto utile, tanti spunti per investire di più sulla scuola e sulla sicurezza dei nostri figli.

mag 7

Maggio è il mese del tesseramento 2013 al Partito Democratico. Il nostro Circolo invita nuovi e “vecchi” iscritti ad accordare o a rinnovare la fiducia al PD e al suo progetto di “Italia Giusta”. Non nascondiamocelo, il voto di Febbraio ha creato una profonda delusione tra chi, come noi, ha speso energie e risorse per arrivare a una vittoria convincente della coalizione di centrosinistra e a un governo di cambiamento con Pier Luigi Bersani premier.

Il risultato è stato al di sotto delle aspettative, e la situazione che si è determinata ha portato a un “governo temporaneo di servizio” guidato dal nostro vicesegretario nazionale Enrico Letta. Sono state settimane drammatiche per il nostro Partito: l’esito elettorale che non ha espresso una chiara maggioranza; il tentativo, non andato a buon fine, del Partito Democratico e di Pier Luigi Bersani di costruire un governo per il cambiamento; l’elezione travagliata del Capo dello Stato con il rinnovo di Napolitano; le dimissioni di Bersani e del gruppo dirigente nazionale; infine il varo di un governo di larghe intese, con la partecipazione di PD, PDL e Scelta Civica.

Se qualcuno avesse pronosticato a Febbraio scorso un esito di questo genere, avremmo fatto tutti gli scongiuri possibili. Non c’è dubbio che il momento sia critico, ma bisogna superarlo e non perdere altro tempo, fare tesoro degli errori e delle inadeguatezze, sforzarsi di capire le ragioni di chi ha scelto di non votare il PD e la coalizione di governo, e ripartire, per dare slancio a un progetto politico che non può esaurirsi dopo un risultato elettorale non brillante.

Ne va del destino dell’Italia e dei destini nostri, di cittadini, e delle nostre famiglie, non solo del Partito Democratico. Il nostro è un Partito nato per cambiare l’Italia e la politica in Italia. E’ questa la sua funzione, e questo è il momento per riaffermarla. “Il nostro progetto non cambia. Riportare l’Italia sulla via della crescita e del civismo resta il nostro obiettivo. Riformare la politica, battendo il populismo e le derive personali è la nostra sfida.” Cito la lettera che accompagna la nuova tessera 2013.

“Civismo” è un’espressione molto importante: significa che il PD è ben consapevole dei limiti del sistema dei partiti come li abbiamo conosciuti e vissuti. Il PD vuole (e deve) essere il terreno di coltura di esperienze aperte alla società civile, sa che se si rinchiude nei limiti angusti del proprio campo non ha speranza di crescita e di radicamento sociale. Una politica insomma che superi quel complesso di superiorità che sta facendo la fortuna di movimenti populisti che solo apparentemente mettono al centro il cittadino, seducendolo con slogan come “ognuno vale uno”. Si è visto subito che la realtà è molto diversa…

Gli iscritti al PD sono la “colonna vertebrale” di questo progetto. Il tesseramento, anche in un’epoca di società “liquida”, conserva una grande importanza. Libera, tra l’altro, il partito dall’obbligo di cercarsi un padrone-finanziatore. Ma non è solo questo: iscriversi è sostenere il progetto con la partecipazione, le proprie idee e la propria voglia di costruire futuro. E’ fondamentale, soprattutto oggi.

Alberto Savio, segretario PD Cadoneghe

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