mag 31

Il centrosinistra trionfa ai ballottaggi di ieri. A Milano Pisapia diventa sindaco di Milano con il 55% dei consensi. Vittoria netta per De Magistris, al 65%: partiva da -11% sul candidato del Pdl Lettieri. Ma non ci sono solo le due città-simbolo: altri due capoluoghi di regione, al ballottaggio, sono passati al centrosinistra. Cagliari, dove trionfa Zedda con quasi il 60% e Trieste, dove si impone Cosolini al 57,51%. Altri test importanti vedono prevalere l’opposizione: Rimini, Pordenone, Grosseto, Crotone. Varese resta a Pdl e Lega ma senza vittoria schiacciante. E il centrodestra perde anche Novara. Segnali che confermano che il “vento è cambiato” e l’Italia vuole, finalmente, voltare pagina.

mag 30

Cadoneghe celebra, come sempre, la Festa della Repubblica con le celebrazioni ufficiali del mattino, in Piazza Insurrezione. Per la serata, all’auditorium Ramin, alla consegna degli attestati di merito dell’ANC (Ass. Naz. Carabinieri) in programma alle 20.30, seguirà lo spettacolo “CARTOLINE D’ITALIA”, 150 anni di storie che hanno unito gli Italiani: passioni, sogni e ricordi comuni e sentimenti condivisi rievocati dalle letture di Vasco Mirandola e Martina Pittarello, accompagnati al pianoforte e fisarmonica da Sergio Marchesini. Un appuntamento da non mancare, a ingresso libero.

mag 27

Alla fine quello che i più lungimiranti sospettavano è accaduto. Dato che la potenzialità dell’inceneritore di Padova di trattare 520 tonnellate/giorno di rifiuti risulta alla prova dei fatti sovradimensionata rispetto al fabbisogno di smaltimento del territorio, ACEGAS-APS ha pensato bene di acquistare sul mercato rifiuti speciali, ancorché non pericolosi.

Se non fosse stato per i comitati locali sempre vigili, nessuno si sarebbe accorto del recente arrivo di rifiuti da Salerno. La politica tutta, dal livello locale a quello provinciale e regionale, alla notizia è caduta dalle nuvole.

Certo, tutto risulta formalmente corretto: l’impianto è autorizzato dalla Regione Veneto a ricevere rifiuti con CER 191212 (CER è il Codice Europeo dei Rifiuti che serve ad individuare le tipologie di rifiuto), cioè scarti da selezione del rifiuto urbano. Se da un lato è vero che il rifiuto urbano deve essere smaltito nell’ambito provinciale di competenza, fatta salva diversa autorizzazione, il rifiuto con CER 191212, considerato rifiuto speciale, può uscire dalla logica di qualsiasi Piano di smaltimento rifiuti provinciale o regionale per essere immesso sul mercato e acquistato da qualsiasi Azienda di smaltimento autorizzata; da qui il “non ne sapevo nulla” dei politici che da un certo punto di vista è anche giustificabile.

Da un punto di vista aziendale il tutto si riconduce dunque ad una legittima e anche comprensibile operazione commerciale di ACEGAS-APS.

Dal punto di vista politico la questione è ben diversa: è evidente a tutti dopo quanto successo che sull’inceneritore, presentato in tutte le occasioni di incontro pubbliche come programmato e realizzato esclusivamente per dare risposta al fabbisogno locale di smaltimento dei rifiuti, non si stanno rispettando le promesse. Nel momento in cui tutti gli occhi sono puntati sul rispetto dei limiti di emissione degli inquinanti al camino si perde di vista, ovvero non si vuol rendere trasparente per questioni di quiete pubblica, la provenienza dei rifiuti che entrano all’inceneritore di Camin. LEGGI IL TESTO COMPLETO »

mag 24

Elisa, 23 anni: “Voto SI’ perché nel mio futuro voglio energia pulita e un ambiente sicuro.”
Giovanni, 24 anni: “Io voto SI’ perché l’acqua è di tutti e non di pochi.”
Marco, 18 anni: “Voto SI’ perché non voglio pagare l’acqua alle multinazionali.”
Maria, 42 anni: “Voto SI’ perché non voglio altri rischi per la salute dei miei figli.”
Silvia, 26 anni: “Voto SI’ perché mi piace pensare che tutti siamo uguali, almeno davanti alla legge.”
Elena, 34 anni: “Voto SI’ perché la legge valga tanto per i “grandi” quanto per i “piccoli” Strauss-­khan.”
Enrico, 30 anni: “Voto SI’ perché immunità non vuol dire impunità.”
Veronica, 38 anni: “Voto SI’ perché voglio credere in un futuro migliore.”
Paolo, 19 anni: “Voto SI’ perché voglio estrarre energia dalla natura.”
Chiara, 40 anni: “Voto SI’ perchè guardo al futuro e non agli errori del passato.”
Marta, 25 anni: “Voto SI’ perché l’acqua deve dare da bere e non da mangiare.”

Pietro, 76 anni: “Voto SI’ perché ho fiducia in questi giovani!”

I 4 QUESITI REFERENDARI:
Acqua 1
- Vota Sì per mantenere pubblica la gestione dell’acqua.
Acqua 2 - Vota Sì perché l’acqua non deve generare profitti d’impresa.
Centrali nucleari – Vota Sì per impedire nuove centrali nucleari.
Legittimo impedimento – Vota Sì perché la legge sia uguale per tutti.

Si vota domenica 12 giugno dalle 8 alle 22 e lunedì 13 giugno dalle 7 alle 15.
Porta con te al seggio la tessera elettorale e un documento di riconoscimento.

mag 20

Al consiglio provinciale di Padova convocato la prossima settimana (giovedì 26 maggio la prima convocazione e ven. 27 la seconda) sarà discussa una mozione sul completamento della SP 34 (via Roma) presentata dal consigliere provinciale del Partito Democratico Paolo Giacon. Tutto il gruppo consiliare del Pd ha sempre seguito con grande attenzione la vicenda del finanziamento dell’opera, richiesta dal nostro Comune ormai da troppi anni: anche il consigliere Boris Sartori ha partecipato infatti al corteo lo scorso 14 febbraio.

La mozione ha per titolo ”L’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE PRENDA IN CONSIDERAZIONE LA PETIZIONE POPOLARE PER IL COMPLETAMENTO DELLA PROVINCIALE 34 E PROVVEDA A REALIZZARE QUANTO RICHIESTO DAI CITTADINI DI CADONEGHE E DAI FIRMATARI” ed è iscritta al punto 13 dell’ordine del giorno.

Questo il testo completo: “Preso atto che e’ stata promossa recentemente una petizione per chiedere alla Provincia di finanziare subito il 50% del completamento della provinciale 34 (via Roma, conosciuta anche come “strada bassa”).
E che in particolare centinaia di cittadino chiedono all’amministrazione provinciale di Padova e alla presidente DEGANI di attivarsi per il co-finanziamento del completamento Strada Provinciale 34 detta “delle Centurie” nel tratto di Via Roma – Via Marconi nel territorio comunale di Cadoneghe. LEGGI IL TESTO COMPLETO »

mag 20

Si intitola “Shhh: acqua in b-r-occa” il convegno pubblico organizzato per mercoledì 1 giugno al Centro Francesco d’Assisi di Cadoneghe (via Bordin 7). L’iniziativa, presentata dall’associazione Fratelli dell’uomo nell’ambito del progetto “RI-AMBIENTAMOCI – Nuovi stili di vita, diritti e culture” e organizzata dal Comune di Cadoneghe, dal Centro Francesco d’Assisi e dai comitati Acqua Bene Comune, prevede due distinti momenti.

Alle ore 18.30 prenderà il via un convegno pubblico gratuito. Questi gli interventi previsti:

- Viviana Cocchi – Associazione Fratelli dell’Uomo
“Distribuzione e gestione delle risorse idriche mondiali, con un forte accento alla situazione del Sud del mondo, e stili di vita sostenibili”
- Mirco Gastaldon – Sindaco di Cadoneghe
“Gestione del servizio idrico integrato nella zona del Brenta e della provincia di Padova e racconto del percorso di sensibilizzazione del comune di Cadoneghe sul referendum acqua”.
- Alessandro Zan – Assessore all’Ambiente, Agenda 21, Cooperazione internazionale e Lavoro del Comune di Padova (intervento in via di definizione).
- Prof. Gianni Ballestrin – Comitato referendario “2 sì per l’acqua bene comune” di Padova
“Referendum sull’acqua: perché, come nasce, come si vota, i quesiti referendari, votare no/votare sì”

Alle 20.30 la “Cena per l’acqua”, a sostegno dei progetti per il diritto all’acqua di Fratelli dell’uomo e Centro Francesco D’assisi (costo 25 euro, prenotazione obbligatoria entro il 28 maggio). Durante la cena concorso a premi: basta portare uno scritto (poesia/pensiero) sull’acqua e la giuria dei ragazzi del Centro Francesco d’Assisi voterà gli scritti ritenuti più “freschi”. E per tutti i bambini che portano un disegno sull’acqua un simpatico regalo.

Info e prenotazioni:
Fratelli dell’Uomo – via Beato Pellegrino 60 – Padova
049 8725439 – veneto@fratellidelluomo.org – www.fratellidelluomo.org

mag 17

Nel giorno che passerà forse alla storia come l’inizio del declino inarrestabile del “berlusconismo” in Italia, alla luce del pessimo risultato conseguito dal sindaco Letizia Moratti a Milano, costretta a inseguire Pisapia al ballottaggio, la nostra provincia offre risultati davvero confortanti (e in alcuni casi insperati) per il Partito Democratico e per il centro sinistra in generale.

Importanti l’affermazione a Noventa Padovana di Alessandro Bisato, che succede a Paviola dopo due mandati, e quella a Vigodarzere di Francesco Vezzaro, che raccoglie il testimone dal sindaco Frazzarin. Era particolarmente difficile la partita a Vigodarzere, che con Cadoneghe fa parte dell’Unione del Medio Brenta e col nostro Comune ha elaborato anche il Pati Comunale. Di sicuro è stata utile la spaccatura sul fronte del centrodestra, ma a Vezzaro e agli amici del Pd locale coordinati da Stefano Rizzo va il merito di aver giocato la partita fino in fondo, senza risparmiarsi e credendoci.

Auguri ai neosindaci di buon lavoro!

Per il comune di Abano Terme e quello di Este la partita non è chiusa: fra due settimane il candidato aponense Bano sostenuto dal Pd dovrà vedersela al ballottaggio con Luca Claudio, mentre a Este l’uscente sindaco democratico Piva se la vedrà con la leghista Goisis.

Questi i risultati della Provincia di Padova:
ABANO: Bano (csx) 3098 voti 30,86 % al ballottaggio con Claudio (destra) 2493 voti 24,83 %
ESTE: Piva (csx) 3943 voti 38,16 % al ballottaggio con Goisis (Lega e Pdl) 4069 voti 39,38 %
OSPEDALETTO: sindaco Battistella (csx)
VIGODARZERE: sindaco Vezzaro (csx)
NOVENTA: sindaco Bisato (csx)
MONTEGROTTO: sindaco Bordin (di area centrodestra)
CARTURA: sindaco Zanardo (Pdl)
BOARA PISANI: sindaco confermato l’uscente Pescarin 
ROVOLON: sindaco Sinigaglia (cdx)
GRANTORTO: sindaco Gavin (area centrodestra)
ARZERGRANDE: sindaco Sartori (csx)
MONTAGNANA: sindaco Borghesan (Lega e Pdl)

mag 13

Il 17 maggio 1990 l’assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) elimina l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali nella classificazione mondiale delle malattie. Dal 2007, il 17 maggio di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, una ricorrenza promossa dall’Unione Europea per sensibilizzare il mondo intero. Ancora oggi, infatti, sono tante le discriminazioni e le avversioni nei confronti degli omosessuali. Ne è un esempio l’aggressione nel centro di Roma a Anna Paola Concia, deputata del Pd dichiaratamente gay.

Anche le pubblicità, in questi giorni, possono diventare foriere di polemiche. Un cartellone pubblicitario ritrae due uomini che si tengono per mano. Lo slogan dice: «Siamo aperti a tutte le famiglie». Questa affermazione è stata ritenuta offensiva da Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia.

Dopo quasi mille giorni di discussioni, polemiche e rinvii, il 23 maggio la Camera sarà chiamata a pronunciarsi sulla legge contro l’omofobia e la transfobia di cui è relatrice proprio Paola Concia. La deputata del Pd, che sul suo sito conta i giorni trascorsi dalla prima discussione del testo in Commissione Giustizia, è riuscita ad ottenere, con l’intervento di Dario Franceschini, la calendarizzazione della legge.

“Oltre al Pd, che ha sempre messo questa legge tra le sue priorità, sappiamo di avere dalla nostra parte Idv e Fli – spiega la Concia – Mentre Lega e Udc continuano ad essere contrari, all’interno del Pdl contiamo sull’appoggio di Mara Carfagna e Angelino Alfano. Gli altri dovranno uscire allo scoperto con il voto”. Una prima versione del testo venne bocciata nell’ottobre del 2009, quando l’aula della Camera approvò le pregiudiziali di costituzionalità avanzate dall’Udc, con i voti di Pdl e Lega Nord. Il testo che adesso giunge all’esame della Camera, recepisce anche le indicazioni arrivate dalle associazioni Glbt, che la Concia ha incontrato. La legge prevede un inasprimento delle pene nel caso di violenze nei confronti di persone omosessuali o transessuali.

mag 12

Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. Per noi del Partito democratico la scelta è chiara: un sì contro il legittimo impedimento, un sì contro il nucleare, un sì per l’acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi.

Invitiamo pertanto i cittadini a partecipare all’iniziativa promossa dall’associazione politico-culturale “Agorà” di Cadoneghe, venerdì 20 maggio alle 20.45 in Sala Consiliare, alla quale parteciperanno il presidente dell’Ato Brenta, un esponente del comitato promotore dei referendum sull’acqua pubblica e il sindaco di Cadoneghe Mirco Gastaldon.

Il decreto Ronchi sottrae alle comunità locali la possibilità di scelta e le obbliga a svendere un patrimonio prezioso per la collettività. Crea le condizioni perché si realizzino monopoli privati in un settore come quello del servizio idrico integrato, fatto di acquedotti, fognature, depuratori, che per sua natura è sottratto alla possibilità di concorrenza dopo l’affidamento del servizio.

Intorno all’acqua pubblica c’è un interesse fondamentale per tutti noi, obiettivi irrinunciabili: la tutela di una risorsa scarsa e insostituibile per la vita. La garanzia a tutti, in ogni angolo del paese, di un servizio della massima qualità e a tariffe eque. Il rafforzamento del ruolo pubblico nella programmazione del servizio e degli investimenti, nella regolazione e nel controllo restituendo le scelte fondamentali ai cittadini attraverso i loro sindaci e affidando ad una autorità nazionale di controllo il compito di vigilare con poteri stringenti.

Ci vuole una politica industriale per l’acqua, una sapiente gestione che unisca efficienza, efficacia, economicità, dimensioni di scala adeguate, tecnologie, competenze manageriali e organizzative. Solo così si potranno realizzare gli obiettivi di equità, solidarietà, riequilibrio territoriale, rispetto per l’ambiente e per le generazioni future che ci stanno a cuore.

mag 11

Dopo un lungo e articolato iter – che ha visto pochi mesi fa l’approvazione da parte dei Consigli comunali di Cadoneghe e di Vigodarzere – ieri è stato firmato in Provincia il nuovo Piano di Assetto del Territorio, che sostituisce il Piano Regolatore Generale in vigore da 23 anni. Si tratta del primo PATI adottato in co-pianificazione con la Provincia di Padova.

Il PATI Cadoneghe-Vigodarzere delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo per il governo del territorio dei due Comuni, individuando le specifiche destinazioni e i vincoli di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica, in conformità agli obiettivi e agli indirizzi indicati nella pianificazione territoriale di livello superiore e alle esigenze della comunità locale.

Diventa così effettiva per il territorio la nuova pianificazione urbanistica regionale disposta dalla LR 11/2004. «Un atto importante – commenta il sindaco di Cadoneghe Mirco Gastaldon – , perché pone le basi per la gestione e lo sviluppo della realtà comunale nei prossimi 10 anni circa. Un risultato che è frutto di un tenace lavoro di concertazione: l’Amministrazione Comunale ha voluto infatti presentare le linee strategiche del PATI ai cittadini con una serie di incontri pubblici fra il 2009 e il 2011».

Il nuovo Piano regolatore avrà da ora in avanti una parte di natura strategica (il PAT) e un PI (Piano degli Interventi), che sarà lo strumento di carattere operativo e di natura locale delle strategie individuate nella pianificazione di dettaglio.
Ma cosa cambierà per Cadoneghe? «Ora possono prendere il via elementi significativi della pianificazione territoriale – spiega il sindaco Gastaldon – , come la riqualificazione completa dell’area ex Grosoli, l’individuazione del sistema dei parchi agrari nella zona a Nord del paese, la limitazione precisa delle aree di espansione in contiguità con l’abitato esistente, la riqualificazione delle zone agricole.

Come è stato più volte ribadito, l’Amministrazione comunale ha deciso di prevedere per i prossimi 10 anni un insediamento massimo di 18.500 abitanti (ad oggi i residenti sono poco più di 16 mila). In base alla normativa regionale, oggi Cadoneghe ha una superficie agricola trasformabile in destinazione diversa di 142.000 mq (di cui 51.000 mq di artigianale), mentre il rapporto fra volumi in concessione e abitanti insediati misura 207 mc/abitante. Da questi dati deriva che nei prossimi 10 anni potranno essere realizzati nel nostro territorio al massimo 570 mila metri cubi. Inoltre, non potrà essere trasformata una superficie oggi agricola oltre i 140.000 mq. Ovviamente in tali cifre sono comprese anche le riqualificazioni di aree come parte di via Bordin e la Grosoli-PL4, oltre ad alcune aree rurali con abitazioni che necessitano di completamenti».

«Il PATI rappresenta uno strumento di programmazione prezioso per il nostro territorio – conclude il sindaco –. Un passo avanti fondamentale verso uno sviluppo sostenibile e attento alla qualità del nostro territorio».

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