lug 30

4Sono 820.607 i cittadini che si sono iscritti al Partito Democratico – di cui 26.540 in Veneto – e che potranno quindi votare alla prima fase del congresso, quella che seleziona i candidati alla segreteria nazionale e regionale da sottoporre poi alle primarie.
Votazione in cui, per la segretaria nazionale, gareggeranno tre candidati: Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino (la candidatura di Amerigo Rutigliano è risultata inammissibile dato che un terzo circa delle firme da lui presentate erano di cittadini non iscritti al PD).

Qui sotto, le tre mozioni dei candidati alla segreteria nazionale.

•  Testo della mozione di Pierluigi Bersani (kB. 283)

•  Testo della mozione di Dario Franceschini (kB. 270)

•  Testo della mozione di Ignazio Marino (kB. 911)

lug 30

mircodi Mirco Gastaldon, sindaco di Cadoneghe

La scelta del segretario regionale del Partito Democratico non può prescindere dall’idea di partito che vogliamo realizzare, ed è per questo che risulta non solo più interessante, ma anche più delicata. Da due elementi non possiamo oggi prescindere, a mio avviso, nell’adottare questa delicata decisione: il rinnovamento, anche nella discontinuità appunto, e l’esperienza del partito territoriale.

Un partito che non è capace di aprire le porte al nuovo, ad un nuovo svincolato da conventicole ed appartenenze puramente correntizie, non può proporsi per la leadership del Paese. Quindi cerchiamo di creare tutti insieme le condizioni affinché, se non questo, almeno i prossimi segretari nazionali del Pd, e le altre cariche di rappresentanza, possano pian piano emanciparsi dall’etichetta dell’ex: ex-pci, ex-pd, ex-dc, ex-ppi, ex-margherita e via dicendo. Forse, anzi probabilmente, servirà ancora del tempo, ma questa è la strada tracciata. LEGGI IL TESTO COMPLETO »

lug 30

Alberto Saviodi Alberto Savio, consigliere comunale, capogruppo Cadoneghe Città e Ambiente

Mi piacerebbe poter affermare che il dibattito sul futuro del Partito Democratico sta appassionando gli italiani. La realtà mi pare un’altra. Un Partito che si propone, legittimamente, come l’alternativa al governo mediatico-populista di Berlusconi e soci, deve puntare in primo luogo a definire posizioni chiare e nette (“senza se e senza ma” come si usava dire) sulle scelte di progresso per il futuro, quelle scelte che questa sedicente destra non può e non potrà mai adottare, perché sono in conflitto con gli interessi che rappresenta. E deve farlo usando linguaggi chiari, comprensibili a tutti: si può essere chiari e concreti senza scadere nel qualunquismo e nella demagogia, che un Partito serio deve lasciare ai “grilli” di turno. LEGGI IL TESTO COMPLETO »