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Il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia nacque il Tricolore: allora simbolo della Repubblica Cispadana; oggi simbolo di unità del Paese. Un vessillo che ricorda i nostri principi: solidarietà ed eguaglianza.

“Tappe della nostra storia, anniversari che raccontano il cammino che ci ha condotto ad una unità che non è soltanto di territorio. (…) Memoria e consapevolezza della nostra identità nazionale ci aiutano per costruire il futuro”. Così il Presidente Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno.

Quel giorno del 1797 i rappresentanti delle quattro città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, riuniti in Congresso, adottarono ufficialmente il tricolore verde, bianco e rosso e come vessillo nazionale della Repubblica Cispadana, il nuovo Stato sorto sotto la protezione delle armi francesi. Era anche quella una società segnata da frammentazioni, divisioni e incertezze sul futuro: con il Tricolore quei rappresentanti decisero in un modo diverso rispetto al passato: decisero di farlo insieme.

Il Tricolore è simbolo dell’unità anche nella sfida alla pandemia, che è un drammatico tempo dell’incertezza.

“La pandemia – ci ha detto ancora il Presidente – ha seminato un senso di smarrimento: pone in discussione prospettive di vita. Basti pensare alla previsione di un calo ulteriore delle nascite, spia dell’incertezza che il virus ha insinuato nella nostra comunità”.

Il Partito Democratico di Cadoneghe è grato al Presidente Sergio Mattarella per l’ammonimento:

“Questo è tempo di costruttori. (…) La sfida che è dinanzi a quanti rivestono ruoli dirigenziali nei vari ambiti, e davanti a tutti noi, richiama l’unità morale e civile degli italiani. Non si tratta di annullare le diversità di idee, di ruoli, di interessi ma di realizzare quella convergenza di fondo che ha permesso al nostro Paese di superare momenti storici di grande, talvolta drammatica, difficoltà”.

 

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe