23 mar 20 - Lettera pubblica nel tempo del CORONAVIRUS

Purtroppo è passato più di un mese da quando abbiamo scoperto di essere così fragili e vulnerabili di fronte ad un nemico invisibile come il coronavirus.

Finché la Cina ci pareva lontana e il pericolo remoto avevamo delle certezze ed anche la presunzione di saper capire e governare le cose.

Ma la dura realtà dei fatti ha messo a nudo tutta la debolezza umana e ancor più le difficoltà organizzative del nostro Servizio Sanitario.

Le misure prese passo dopo passo dal governo Conte hanno cercato di dare risposte a tutti: ai cittadini che vivono l’esperienza della malattia in questo momento incurabile nelle sue forme più gravi, agli operatori sanitari e volontari che si trovano ad operare nella più grave emergenza immaginabile, agli operatori economici che a diverso titolo sono chiamati ad essere attivi per ciò che è essenziale o a chiudere per quello che invece non è riconosciuto come tale.

Tutte le misure adottate sono andate in questo senso, progredendo nella loro incisività con l’accentuarsi del contagio che è arrivato a dilagare nel nord Italia, ma con una sempre più inquietante onnipresenza, toccando anche i nostri paesi di Provincia, con un gran numero di ricoveri in terapia intensiva e un gran numero di decessi, di persone con salute già pregiudicata da patologie diverse, ma non solo.

In questo momento difficile come Partito Democratico vogliamo incoraggiare i cittadini a rispettare le misure imposte per il contrasto alla diffusione del virus. Nonostante limitino anche le libertà personale, sono l’unico modo che abbiamo tutti per contribuire a frenare l’epidemia, e quindi ad aiutare gli altri e noi stessi a non ammalarsi.

Aiutando con ciò anche  quanti combattono  sul fronte sanitario, prodigandosi e mettendo a rischio la propria personale incolumità.

L’#io resto a casa è stato oggetto di molta ironia, ma è un impegno minimo, che tutti devono rispettare con la massima attenzione.

Purtroppo nonostante gli appelli e le ristrettezze imposte dal governo, anche nel nostro comune abbiamo avuto qualche caso di contagio. Per fortuna circoscritto, sono 14 e non a macchia d’olio come è successo in altri comuni italiani e anche del padovano. Il virus ha contagiato anche un dipendente del Comune di Cadoneghe. Apprendiamo dai media che alcuni dipendenti sono stati sottoposti al tampone e sono in isolamento fiduciario nelle proprie abitazioni.

Siamo qui ad esprimere la nostra solidarietà e l’infinita gratitudine a tutti quanti stanno lavorando per farci superare questa emergenza così devastante: negli ospedali, nelle case di risposo, nei vari servizi di emergenza, nella protezione civile e nella pubblica sicurezza – dalla polizia locale a tutte le forze dell’ordine, fino al personale militare – e a tutti i volontari che continuano ad adoperarsi nonostante i rischi che devono correre compresi i dipendenti pubblici che devono mantenere attive le Amministrazioni comunali.

Ma grazie anche a tutti quanti continuano a prestare il proprio lavoro per consentirci di poter proseguire la vita quotidiana consentendoci di approvvigionarci di quanto necessario per mangiare, muoversi, curarsi e avere puntuali informazioni su quanto sta succedendo.

Grazie a tutti quanti sono chiamati a lavorare nei servizi essenziali, e senza far torto a medici, infermieri, tecnici della protezione civile e dell’emergenza che sono in prima fila, grazie a commessi e commesse, ad autotrasportatori, agli addetti alla raccolta dei rifiuti urbani, agli impiegati di poste, banche, uffici pubblici che non possono lasciare il proprio posto di lavoro, grazie anche ad amministratori pubblici e tecnici che si stanno adoperando per coordinare le attività locali nel modo più adeguato a questa emergenza globale.

Grazie a tutti quanti sono chiamati a continuare il proprio lavoro e a dare il proprio contributo anche in condizioni di rischio per un fine collettivo.

RESTIAMO A CASA !

ANDRA’ TUTTO BENE impegnandoci tutti!

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

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