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Il Bollettino regionale sulla pandemia di lunedì 28 dicembre registra: sono 2.782 i nuovi casi di positività al Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Veneto, che portano a 243.434 il totale dei contagiati dall’inizio della pandemia; le vittime sono 69 in più rispetto a ieri, che portano il totale dei morti a 6.107; cresce la pressione sui reparti ospedalieri non critici, con 3.007 ricoverati, 77 in più rispetto a ieri; nelle terapie intensive ci sono 4 pazienti in meno, per un totale di 387 ricoverati.

La mattina di Natale l’agenzia giornalistica Ansa aveva battuto questa notizia relativa al Veneto: “5.010 casi positivi su 13.776 tamponi molecolari hanno fatto schizzare il tasso di positività al 36,3%, tre volte di più della media nazionale che è al 12,5%”.

La pandemia sta dilagando in Veneto senza eguali nel resto d’Italia e sera dopo sera viene segnalata dal presidente dell’Istituto superiore di Sanità Brusaferro e rilanciata dai telegiornali nazionali. Succede che perfino la Lombardia fa paragoni: “Nella prima ondata in Veneto sembravano essere stati i più bravi, ma oggi non hanno fatto esperienza di quanto accaduto in altre regioni come la Lombardia. Loro non hanno subito la violenza del virus che ci ha colpiti alle spalle. Oggi il Veneto ha il 36% di positivi sui tamponi e vuol dire che non ha fatto tesoro di quanto accaduto altrove”. È il commento del leghista Giulio Gallera, assessore lombardo alla Sanità, dopo i numeri diffusi dall’Ansa.

Il Partito Democratico del Veneto è intervenuto il giorno di Santo Stefano con la dichiarazione del segretario regionale Luigi Alessandro Bisato dal titolo “Situazione grave, molto grave”.

“Ieri, giorno di Natale, in Veneto sono stati registrati 5.010 contagi da Covid. In Lombardia 2.628 positivi ed in Emilia-Romagna 2.127. In Veneto più dei casi di Lombardia ed Emilia-Romagna messi assieme! E purtroppo 94 morti che portano il totale a 5.953 dall’inizio della pandemia nella nostra Regione.

E non si dica che tanto da noi ci sono posti di terapia intensiva a sufficienza per far fronte a questa nuova ondata. Siamo adesso in fase 5: interi reparti sono stati trasformati in Covid togliendo la possibilità di cura a tantissime altre patologie ma soprattutto non ci sono più medici ed infermieri che riescano a presidiare le strumentazioni delle terapie. Macchinari senza personale sono solo soprammobili per la propaganda.

Doveroso pensare fin da subito che serviranno 10 giorni di zona rossa in Veneto dopo il 7 gennaio. Salviamo le vite per poi poter salvare l’economia!

Il Gruppo consiliare regionale del Partito Democratico domenica 27 dicembre ha ulteriormente richiamato la Regione Veneto all’azione.

La “variante inglese” non è una specificità veneta, come la narrazione di Zaia fa intendere. E non basta, da sola, a raccontarci il motivo del boom del tasso di contagio al 36% sotto Natale. La certezza di questo nesso, evidenziato dalla Regione, viene messo in dubbio dall’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola. Servirebbe invece da parte di Zaia il riconoscimento che la situazione è grave, che ci sono stati errori e responsabilità proprie, a partire dai messaggi mai chiari e dalle scelte non prese.

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe