nov 8

Gli “orti sociali” di Cadoneghe diventano “orti urbani e periurbani”: lo ha deciso la maggioranza di Destra del Consiglio comunale. Un’altra denominazione, che non cancella una trentennale storia di socialità cominciata con il sindaco Adriano Baldin, continuata con Mirco Gastaldon e Michele Schiavo e vissuta da centinaia di appassionati ortolani.

Consiglio comunale fiume anche lo scorso 30 ottobre, nonostante gli argomenti in discussione fossero solo 8. Esclusa la presenza del pubblico per le nuove misure anti Covid.

Regolamento degli orti. Fra i temi che hanno suscitato maggiore dibattito l’approvazione di un nuovo regolamento per la disciplina degli orti.

La nuova maggioranza ha voluto presentare la proposta come una novità e una riforma degli orti, criticandone profondamente la situazione attuale e la cattiva gestione, a loro dire, da parte delle amministrazioni precedenti.

In verità il nuovo regolamento, a parte togliere la definizione di “orti sociali” che lascia il posto a quella più generica di “orti urbani e periurbani” è per il 90% una riformulazione del testo precedente, già rinnovato nel marzo del 2014, ricalcandone i contenuti, fatto salvo l’inserimento di qualche elemento di dettaglio. Ma la cosa più grave, sottolineata da tutte le minoranze, è l’esclusione dal regolamento della griglia di punteggio per l’assegnazione degli appezzamenti che avviene ogni 4 anni.  L’emendamento proposto dai consiglieri del PD, sottoscritto anche da Cadoneghe Unisce e M5S, e giudicato migliorativo anche dalla Lista Civica, rispondeva concretamente ed efficacemente all’esigenza rappresentata dall’assessore di dare maggiore considerazione alle famiglie la cui presenza sta aumentando in proporzione all’utenza anziana.

Ma il testo non è stato approvato dalla maggioranza che ha voluto lasciare alla Giunta il compito di stabilire di volta in volta i criteri di assegnazione.

È la seconda volta in questi giorni che l’amministrazione comunale in carica si presenta come innovatrice su temi che sono bagaglio delle precedenti, da noi rappresentate.

Citiamo anche il nuovo censimento degli alberi che hanno voluto avviare senza tenere conto che era già stato fatto nel 2015. Nel caso degli orti sociali è apparsa chiaramente la volontà di negare e screditare un’esperienza che è partita come innovativa oltre trenta anni fa per merito dell’allora sindaco Adriano Baldin, coltivata e cresciuta nel corso degli anni fino a contare 150 appezzamenti (di cui solo due non assegnati) suddivisi nelle tre aree di via Guerzoni, via Augusta e via Vecellio.

Spingersi a definire “raccapricciante” la situazione degli orti, come ha fatto nel corso del Consiglio l’assessore Ranzato, è una insolenza e un insulto per tutte le persone che hanno coltivato finora gli orti sia per quanti hanno lavorato per il loro funzionamento.

Portavoce del sindaco. L’altro argomento che ha suscitato molto dibattito è la presenza della figura di portavoce del sindaco con una importante spesa che va a gravare nel bilancio comunale, e quindi a carico di tutti i cittadini. La nuova figura succede a quella di addetto stampa, già attivata dalle precedenti amministrazioni: allora però la spesa era molto inferiore (meno della metà) e ciò nonostante era contestata da chi allora stava all’opposizione.

Da parte dei consiglieri del PD è stato sottolineato che nelle passate amministrazioni le funzioni di addetto stampa comprendevano varie mansioni a supporto degli uffici, ed alcune funzioni infungibili come la direzione del notiziario comunale. L’attuale figura di portavoce, di cui nessuno ha voluto disconoscere la professionalità, rivolge un impegno molto più spiccato verso l’apparizione pubblica (e quasi esclusivamente personale) del sindaco, che difficilmente può essere vista solo nell’ambito della comunicazione istituzionale, ma spessa sfocia nella più esplicita propaganda politica di parte.

È stato anche fatto notare dalla consigliera Lucia Vettore che è giusto, in nome della trasparenza,  che i cittadini siano informati che questa funzione di portavoce costa ai cittadini di Cadoneghe  oltre 45 mila euro all’anno.

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe