giu 30

Al punto 7 del Consiglio Provinciale di oggi era in programma la discussione sulla Mozione così intitolata “L’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE PRENDA IN CONSIDERAZIONE LA PETIZIONE POPOLARE PER IL COMPLETAMENTO DELLA PROVINCIALE 34 E PROVVEDA A REALIZZARE QUANTO RICHIESTO DAI CITTADINI DI CADONEGHE E DAI FIRMATARI.”
La mozione, proposta dal gruppo consiliare del Partito Democratico, era stata più volte inserita all’Ordine del Giorno, ma sempre rinviata al Consiglio successivo. Oggi la discussione rischiava seriamente un ulteriore rinvio: all’odg del Consiglio era infatti iscritta al punto precedente una mozione proposta dalla Lega Nord per invitare il Governo a istituire un Referendum consultivo per la costruzione di nuove moschee o centri culturali islamici.
Solo grazie alla richiesta dei consiglieri del Pd, a cui hanno prontamente aderito i consiglieri del Pdl, Udc e Idv, il punto riguardante la provinciale 34 – via Roma è stato anticipato. A questo punto il gruppo consiliare della Lega Nord, che ha votato contro la modifica dell’ordine di trattazione, ha abbandonato l’aula, ritenendo, evidentemente, prioritaria una discussione sulle moschee rispetto al completamento della SP34.
Il Consiglio ha approvato all’unanimità la mozione: un fatto importante, che impegna la Giunta Provinciale a reperire al più presto le risorse indispensabili all’intervento su via Roma. Rimane davvero inspiegabile il comportamento della Lega Nord, l’unico partito a non aver sostenuto la mozione, pretendendo di discutere un tema che non rappresenta certamente per il territorio una priorità com’è la messa in sicurezza del collegamento tra la Castagnara e Reschigliano.
I 1400 cittadini (non solo di Cadoneghe) che hanno sottoscritto la petizione pubblica attendono ora una risposta urgente dall’amministrazione guidata dalla presidente Degani.

giu 23

Il Consiglio Comunale di Cadoneghe ha approvato ieri sera un atto di indirizzo in materia di accoglienza dei profughi (SCARICA IN FORMATO pdf IL DOCUMENTO), così intitolato: “Il Comune di Cadoneghe accetta il progetto di accoglienza diffusa coordinato dalla Regione Veneto per dare adeguata assistenza ai profughi accolti dal governo sul suolo italiano.”
Il Sindaco ha proposto al Consiglio Comunale di condividere gli accordi sottoscritti tra il Governo e gli Enti locali in data 30 marzo e gli atti assunti in materia dalla Regione, e di impegnare la Giunta e la struttura comunale nel suo complesso a:
- fornire la massima collaborazione agli enti e ai soggetti a vario titolo coinvolti nella questione;
- chiedere alla Regione e ai sindaci di non sottrarsi alla collaborazione con il Commissario straordinario
- chiedere infine un impegno al coinvolgimento delle associazioni presenti sul territorio e dei singoli Consiglieri per favorire l’integrazione sociale dei profughi.
A Cadoneghe arriveranno sette profughi, che troveranno alloggio grazie alla disponibilità del Centro Sant’Andrea della Parrocchia di Cadoneghe e dell’Istituto del Sacro Cuore in via Marconi. L’adesione dei Consiglieri comunali è stata unanime, con la sola astensione del consigliere della Lega Nord Silvio Borella.

Come capogruppo di Cadoneghe Città e Ambiente, e rappresentante in Consiglio Comunale del Partito Democratico, sono intervenuto in sede di dichiarazione di voto per sottolineare alcuni aspetti politici della questione. Si tratta infatti di una vicenda di rilevanza nazionale e internazionale, sulla quale hanno avuto un peso determinante le scelte del governo in carica.

Ho inizialmente ricordato le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’ONU lo scorso 28 marzo, che ha parlato della necessità di lottare contro tutte le forme di razzismo, discriminazione, xenofobia per una “società capace di accettare e promuovere la diversità culturale: questa è la migliore risposta nell’interesse comune dell’umanità”.

Ho ricordato che “nell’ultimo decennio gli immigrati residenti in Italia sono cresciuti di circa il 250%, raggiungendo il 7% della popolazione italiana complessiva, e costituiscono una risorsa lavorativa essenziale per l’economia italiana e contribuiscono in proporzione rilevante alla crescita materiale e culturale del nostro Paese in tutte le sue componenti”.

Mi è parsa una citazione doverosa, dopo aver sentito dai consiglieri Borella della Lega e Lo Vasco del Pdl parole allarmate sulla “natura” dei profughi in arrivo: saranno veramente profughi? Saranno libici? Saranno delinquenti in fuga? LEGGI IL TESTO COMPLETO »

giu 21

Venerdì 24 giugno, alle ore 21.30 presso il giardino della “Francesco d’Assisi”, via Bordin 7 a Cadoneghe,  concerto di beneficenza a sostegno di questa Cooperativa Sociale, che dal 2005 gestisce una scuola rivolta a ragazzi/e fra i 14 e i 18 anni con difficoltà nell’apprendimento e/o nello sviluppo della personalità.
Scopo principale della cooperativa è favorire lo sviluppo delle competenze necessarie all’autonomia personale e all’inserimento nel mondo lavorativo.
Ingresso: offerta minima 10 euro, interamente devoluti in beneficenza. Per info e prenotazioni: Coop. Francesco d’Assisi, tel. 049 8872220, e Scuola di Musica Gershwin, tel. 342 1486878

Nel corso della serata si esibiranno:

FUSION MARKET
Maurizio Camardi – sassofoni, duduk
Giuliano Disarò – tastiere
Giorgio Pavan – basso, chitarra
Luca Palmarin – Batteria

BOSSAMBA
Anna Contin – voce
Flavio Costa – pianoforte, fisarmonica
Paolo Valentini – chitarra, cavaguinho
Luca Palmarin – batteria

PICCOLA BOTTEGA BALTAZAR
Giorgio Gobbo – voce
Sergio Marchesini – fisarmonica

Il concerto sarà aperto da una performance dell’orchestra diretta da Alberto Hugo Polese e Christian Ricci

giu 20

Il territorio provinciale di Padova sta accogliendo immigrati provenienti da varie zone disagiate dell’Africa. Sono persone di varie nazionalità, che vivevano e lavoravano in Libia e che le note vicende hanno privato di tutto: di un riparo, di un luogo dove vivere decorosamente, del minimo per la sussistenza, di speranze per un avvenire migliore. Gente che certamente farebbe volentieri a meno di farsi sballottare da una parte all’altra del mondo, pietendo accoglienza. Possiamo restare indifferenti di fronte alla sofferenza e negare il minimo di assistenza?

Anche il nostro territorio oggi è in difficoltà per problemi di lavoro e per la difficile situazione economica. Tuttavia in Italia la popolazione non è decimata da malattie endemiche o guerre, e qui, nonostante la crisi economica, si può ancora vivere dignitosamente.

Tutte le componenti della collettività sono chiamate ora a dare il proprio contributo: in primo luogo il Comune (con fondi stabiliti dal Governo), ma anche le associazioni, le reti di solidarietà, le parrocchie, i privati cittadini. Ciascuno secondo le proprie possibilità, consapevoli che interveniamo dove lo Stato, o meglio il Governo, è clamorosamente mancato sottostimando il problema prima, invocando l’intervento dell’Unione Europea poi. Alla fine però il problema è stato scaricato sui Comuni da chi è allo stesso tempo al governo a Roma e amministratore in Veneto.

I profughi sono stati definiti dal Governo con un termine neutro: soggiornanti per motivi umanitari. Questo per fornir loro un documento che consentisse libera circolazione nell’area Schengen, nella malcelata speranza che portassero la loro scomoda (e costosa, anche politicamente) presenza in altri Paesi europei. Il documento di soggiorno ha la durata di 6 mesi e non è rinnovabile. Per questo periodo, lo Stato fornisce a copertura delle loro spese: 40 € al giorno, qualcosa in più nel caso vi siano famiglie o minori.

LEGGI IL TESTO COMPLETO »

giu 14

Il risultato di ieri dei Referendum abrogativi sull’acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento, con l’ottenimento di un quorum per nulla scontato e la larghissima vittoria dei “Sì”, dimostra che c’è nel nostro paese ancora voglia di partecipazione e di decidere in prima persona: altro che “referendum negazione della democrazia rappresentativa”, come dichiarato pochi giorni fa da esponenti del governo in carica e del partito del premier.

Gli Italiani hanno risposto, in tanti, snobbando l’invito all’astensione e nonostante tutti i tentativi di depotenziamento e di oscuramento televisivo dei referendum. L’ultimo ieri a urne aperte: l’incredibile interruzione del silenzio elettorale di Maroni e Berlusconi che tre ore prima della chiusura dei seggi hanno praticamente annunciato l’esito finale, sperando magari che qualche indeciso decidesse di rimanere a casa, tanto i giochi erano già fatti…

L’Italia ha deciso che il nostro futuro energetico non dovrà dipendere dal nucleare, che le risorse vitali come l’acqua dovranno essere gestite (meglio: continuare a essere gestite) da enti di proprietà pubblica e che non dovranno più esserci cittadini di serie A e cittadini di serie B di fronte a un giudice.

La risposta è stata chiara, limpida, ottenuta con la mobilitazione di tanti cittadini, movimenti civici, partiti politici, attraverso mezzi tradizionali, volantinaggio, banchetti, e canali nuovi, come Internet e Facebook, che hanno compensato la grave disinformazione televisiva.

Chiara e limpida è stata anche la richiesta di dimissioni rivolta a Berlusconi dal Partito Democratico. Una richiesta doverosa, ovvia e scontata. Il maggior partito d’opposizione, di fronte a un governo che non sta governando e che vede tre obiettivi strategici (privatizzazione dell’acqua, nucleare, legittimo impedimento) bocciati dalla maggioranza degli Italiani che cosa dovrebbe fare? Starsene buono e zitto e dire: bene, avanti così?

Le polemiche e i distinguo seguiti alla richiesta di Bersani sono davvero incredibili. L’antiberlusconismo militante forse vive con terrore la prospettiva di un declino, che appare del tutto inevitabile, del berlusconismo?

Ora il Pd, sulla spinta delle amministrative di maggio e del Referendum di ieri, dovrà proseguire la sua costruzione di una solida alternativa di governo. Un’azione complessa perché complessi sono i problemi da risolvere, lo scenario politico (viziato da quasi vent’anni di populismo berlusconiano) e le riforme strutturali da realizzare. Il Pd lasci agli altri gli slogan demagogici e populisti: con gli slogan si vincono magari le elezioni, ma non si governa.

E tutti gli Italiani che hanno votato Sì con convinzione continuino a essere vigili in prima persona sull’uso delle risorse vitali, sulla politica energetica, sulle leggi “ad personam” che hanno tenuto bloccata questa legislatura.

Un grazie ai tanti amici del Pd che si sono impegnati per la causa referendaria a Cadoneghe, spesso a fianco dei promotori, organizzando i banchetti, diffondendo i volantini casa per casa, parlando con le persone, mandando mail, sms, girando con la nostra “referendum Car”

Cadoneghe si conferma Comune sensibile alle battaglie civili. L’affluenza è stata del 66%, primo comune della provincia di Padova con più di 15 mila abitanti, e terzo in assoluto!

Dopo i risultati di ieri, la speranza che si possa cambiare è qualcosa più di una speranza, è quasi una certezza.

Alberto Savio, segretario Pd Cadoneghe

giu 13

I risultati finali nel comune di Cadoneghe.
REFERENDUM 12/13 GIUGNO 2011

ISCRITTI AL VOTO: 11.964 (5.728 uomini – 6.236 donne)

Quesito n. 1 (modalità di affidamento servizi pubblici locali)
VOTANTI: 7.895 (65,99%)
SI’: 7.415 (95,02%) – NO: 389 (4,98%)
bianche: 67 (0,85%) – nulle: 24 (0,30%)

Quesito n. 2 (determinazione tariffa servizio idrico integrato)
VOTANTI: 7.896 (66,00%)
SI’: 7.470 (95,59%) – NO: 345 (4,41%)
bianche: 57 (0,72%) – nulle: 24 (0,30%)

Quesito n. 3 (nuove centrali nucleari)
VOTANTI: 7.891 (65,96%)
SI’: 7.367 (94,18%) – NO: 455 (5,82%)
bianche: 49 (0,62%) – nulle: 20 (0,25%)

Quesito n. 4 (legittimo impedimento)
VOTANTI: 7.883 (65,89%)
SI’: 7.362 (94,51%) – NO: 428 (5,49%)
bianche: 67 (0,85%) – nulle: 26 (0,33%)

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