apr 1
icon1 admin | icon2 Notizie | icon4 1 apr 2020| icon3Nessun Commento »

 

mar 30

Il mondo sta vivendo un dramma che non ha eguali nella storia recente e l’Italia si trova in prima fila fra le democrazie occidentali a combattere un nemico tanto minuscolo quanto letale, che sta aggredendo violentemente la salute di vaste fasce di popolazione, con numeri impressionanti di decessi, che sta facendo crollare il nostro servizio sanitario sotto il peso di questa soverchiante emergenza assistenziale, che sta distruggendo intere filiere delle nostra economia, che sta condizionando la nostra vita quotidiana fino a restringere e quasi annullare la nostra preziosa libertà individuale.

In questo momento così grave qualcuno sta soffiando sul fuoco del malcontento e della paura per raccogliere facili consensi. Stiamo parlando in particolare della Lega di Matteo Salvini che qui a Cadoneghe trova un valido esponente nel rampante neo sindaco Marco Schiesaro sempre in campagna elettorale che sta cavalcando anche l’epidemia sanitaria per farsi propaganda.

Durante il Consiglio Comunale del 25 febbraio – che ha voluto convocare nonostante il pericolo del contagio che si stava già affacciando nelle nostre comunità, il sindaco Schiesaro affermava: ”Credo che ci sia generalmente un’esagerazione, e questa è una mia opinione personale; credo che, e lo ho anche evocato questa mattina, anche in Conferenza dei Sindaci; ritengo che la situazione sia da attenzionare, sia importante. Il virus, come voi sapete, ha una diffusione molto rapida ma si presenta in molti casi in maniera asintomatica. ….. Quello che raccomando sempre è di tenere sempre i piedi per terra, di capire bene qual è la situazione e di non esagerare.”

Poi il contagio ha preso il sopravvento ovunque e la paura ha contagiato anche lui, costringendolo all’isolamento insieme ai suoi assessori. Attendiamo notizie sui contagiati.
Bisogna riconoscergli che – in una situazione di grande emergenza – ha emanato i provvedimenti necessari, magari anticipando misure che potevano essere più o meno drastiche ed ha organizzato con rapidità la distribuzione delle mascherine della Regione…

 

Ma ora siamo spaventati dal pensiero veramente assurdo che lo sta portando ad aizzare i cittadini contro l’Europa, accusata di non aiutare l’Italia per il fatto di non concordare in questo momento sull’emissione degli Eurobond, quando il nostro paese sta già beneficiando mediante le politiche del “quantitive easing” dell’acquisto da parte della Banca Centrale Europea di titoli di stato per 220 miliardi (12% del PIL) che servono a finanziare il deficit e quindi la spesa pubblica italiana, nonché a calmierare i tassi di interesse anche dei prestiti presso altri investitori. Chi altri potrebbe investire nei nostri titoli di stato se non ci fosse l’intervento dell’Europa?

 

Riprendiamo le parole del Segretario del PD Nicola Zingaretti, anch’egli toccato direttamente dal virus: “C’è bisogno di tutte e di tutti, c’è bisogno di dialogo, c’è bisogno di cooperazione e ora c’è bisogno di concretezza. C’è bisogno di unità per superare questo momento. Le soluzioni si trovano nei comportamento responsabili e corretti di ciascuno di noi. Ognuno faccia al meglio quello che può fare per sé e per gli altri e vedrete che ce la faremo… Ora, dunque, uniti dobbiamo sconfiggere questa bestia aiutando le persone, aiutando le famiglie, sostenendo le imprese e da subito dobbiamo cominciare a immaginare insieme l’Italia che verrà.”

 

Per questo è grave che il sindaco Schiesaro voglia strumentalizzare la giornata di domani, giornata di dolore nazionale a ricordo delle vittime dell’epidemia, togliendo la bandiera dell’Europa dal suo balcone. Che avesse l’ossessione delle bandiere lo avevamo già segnalato ma che arrivi a questo punto di esaltazione di inutili nazionalismi offende le istituzioni e la nostra repubblica che ha fondato i suoi 75 anni di pace e progresso sul progetto dell’integrazione europea.

 

Bisogna lavorare con l’Europa, piuttosto che sollevare inutili polemiche, in un momento in cui tutta la comunità internazionale deve combattere e trovare soluzioni condivise e solidali. Usare propaganda falsa e soffiare sul malcontento, fornendo risposte facili e demagogiche ai cittadini e alle categorie già molto provati dall’emergenza sanitaria e dalle sue importanti ricadute economiche, è veramente un’operazione politica da condannare.
C’è bisogno di unità per superare questo momento. C’è bisogno di dialogo, c’è bisogno di cooperazione, c’è bisogno di tutte e di tutti. Uniti dobbiamo sconfiggere il virus e rimediare ai gravi danni che ci sta causando.

Partito Democratico
Circolo di Cadoneghe

mar 23

Purtroppo è passato più di un mese da quando abbiamo scoperto di essere così fragili e vulnerabili di fronte ad un nemico invisibile come il coronavirus.

Finché la Cina ci pareva lontana e il pericolo remoto avevamo delle certezze ed anche la presunzione di saper capire e governare le cose.

Ma la dura realtà dei fatti ha messo a nudo tutta la debolezza umana e ancor più le difficoltà organizzative del nostro Servizio Sanitario.

Le misure prese passo dopo passo dal governo Conte hanno cercato di dare risposte a tutti: ai cittadini che vivono l’esperienza della malattia in questo momento incurabile nelle sue forme più gravi, agli operatori sanitari e volontari che si trovano ad operare nella più grave emergenza immaginabile, agli operatori economici che a diverso titolo sono chiamati ad essere attivi per ciò che è essenziale o a chiudere per quello che invece non è riconosciuto come tale.

Tutte le misure adottate sono andate in questo senso, progredendo nella loro incisività con l’accentuarsi del contagio che è arrivato a dilagare nel nord Italia, ma con una sempre più inquietante onnipresenza, toccando anche i nostri paesi di Provincia, con un gran numero di ricoveri in terapia intensiva e un gran numero di decessi, di persone con salute già pregiudicata da patologie diverse, ma non solo.

In questo momento difficile come Partito Democratico vogliamo incoraggiare i cittadini a rispettare le misure imposte per il contrasto alla diffusione del virus. Nonostante limitino anche le libertà personale, sono l’unico modo che abbiamo tutti per contribuire a frenare l’epidemia, e quindi ad aiutare gli altri e noi stessi a non ammalarsi.

Aiutando con ciò anche  quanti combattono  sul fronte sanitario, prodigandosi e mettendo a rischio la propria personale incolumità.

L’#io resto a casa è stato oggetto di molta ironia, ma è un impegno minimo, che tutti devono rispettare con la massima attenzione.

Purtroppo nonostante gli appelli e le ristrettezze imposte dal governo, anche nel nostro comune abbiamo avuto qualche caso di contagio. Per fortuna circoscritto, sono 14 e non a macchia d’olio come è successo in altri comuni italiani e anche del padovano. Il virus ha contagiato anche un dipendente del Comune di Cadoneghe. Apprendiamo dai media che alcuni dipendenti sono stati sottoposti al tampone e sono in isolamento fiduciario nelle proprie abitazioni.

Siamo qui ad esprimere la nostra solidarietà e l’infinita gratitudine a tutti quanti stanno lavorando per farci superare questa emergenza così devastante: negli ospedali, nelle case di risposo, nei vari servizi di emergenza, nella protezione civile e nella pubblica sicurezza – dalla polizia locale a tutte le forze dell’ordine, fino al personale militare – e a tutti i volontari che continuano ad adoperarsi nonostante i rischi che devono correre compresi i dipendenti pubblici che devono mantenere attive le Amministrazioni comunali.

Ma grazie anche a tutti quanti continuano a prestare il proprio lavoro per consentirci di poter proseguire la vita quotidiana consentendoci di approvvigionarci di quanto necessario per mangiare, muoversi, curarsi e avere puntuali informazioni su quanto sta succedendo.

Grazie a tutti quanti sono chiamati a lavorare nei servizi essenziali, e senza far torto a medici, infermieri, tecnici della protezione civile e dell’emergenza che sono in prima fila, grazie a commessi e commesse, ad autotrasportatori, agli addetti alla raccolta dei rifiuti urbani, agli impiegati di poste, banche, uffici pubblici che non possono lasciare il proprio posto di lavoro, grazie anche ad amministratori pubblici e tecnici che si stanno adoperando per coordinare le attività locali nel modo più adeguato a questa emergenza globale.

Grazie a tutti quanti sono chiamati a continuare il proprio lavoro e a dare il proprio contributo anche in condizioni di rischio per un fine collettivo.

RESTIAMO A CASA !

ANDRA’ TUTTO BENE impegnandoci tutti!

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

mar 11

DISPOSIZIONI DI CARATTERE PRECAUZIONALE TEMPORANEO

A CONTRASTO DEL CONTAGIO DA CORONAVIRUS (COVID-19)

Alla luce del DPCM dell’8 marzo 2020 la Direzione del Partito Democratico Circolo di Cadoneghe ha deciso di tenere chiusa la Sede fino a venerdì 3 aprile compreso.

mar 8

Giunge al suo epilogo la vicenda della panchina rossa di Cadoneghe contro la violenza sulle
donne. Dopo la sua rimozione, risalente al 12 novembre, per fare posto all’albero di natale,
collocato però più di un mese dopo, la panchina è stata presente in sala consiliare per il solo
consiglio del 18.11.2019, per poi sparire con la giustificazione della necessaria
manutenzione.
Era sembrato un modo per rimuovere tutti i simboli delle passate amministrazioni:, la
bandiera della Pace, il logo “sovietico”, lo striscione “Verità per Giulio Regeni”, per finire
appunto con la panchina rossa.
Finalmente il 6 marzo, la panchina è riapparsa, più fiammante che mai: è stata collocata non
nella piazza del municipio dove si trovava inizialmente, ma in una posizione più discreta,
nella piazzetta antistante la biblioteca, con una targa laterale riportante la frase originaria,
pensata dai ragazzi delle medie, senza però il riferimento alla data e alla circostanza in cui
era stata inaugurata dall’amministrazione Schiavo (25 novembre 2018 Giornata
Internazionale contro la violenza sulle donne).
Questa riapparizione pensiamo sia dovuta a più fattori: alla mobilitazione del 25 novembre
scorso che ha visto una grande partecipazione sul tema della violenza contro le donne e che
ha chiesto conto della rimozione di un simbolo importante in tal senso, all’interessamento
dei consiglieri regionali Piero Ruzzante, Patrizia Bertelle e Cristina Guarda che avevano
attivato la Giunta Regionale, alle interpellanze dei consiglieri comunali del PD.
Probabilmente dobbiamo la ricomparsa della panchina rossa anche al pragmatismo
dell’amministrazione Schiesaro che si è resa conto del fatto che in tema di simboli e di
violenza sulle donne non si scherza e che presso i cittadini di Cadoneghe esiste una forte
sensibilità in tal senso. Senza contare poi che la rimozione della panchina rossa andava
contro le raccomandazioni della Giunta Regionale in tema di violenza sulle donne.
Posto che l’attuale collocazione può essere considerata consona (anche se non di pari
visibilità rispetto a prima) e la nuova targa più elegante, pare però di capire che al Sindaco
Schiesaro non interessino molto le iniziative sul tema delle pari opportunità e contro la
violenza sulle donne.

Il Sindaco ha infatti deciso di non rinnovare l’apertura dello Sportello Donna, affidato al
Centro Veneto Progetti Donna e presente a Cadoneghe dal 2013, un presidio importante per
le donne più fragili e maggiormente in pericolo.
Certo di questi tempi ci sono cose e preoccupazioni ben più stringenti, ma se per l’epidemia
di coronavirus abbiamo speranze che possa passare in tempi non lunghissimi, la violenza di
genere richiede invece un cambiamento culturale di lungo corso e soprattutto richiede di
non abbassare mai l’attenzione e l’impegno.

Donne di Cadoneghe

 

 

gen 22

Queste le affermazione del Sindaco Schiesaro a un giornale locale:

“Abbiamo inserito un altro tassello di quell’operazione trasparenza promessa ai nostri concittadini – ribadisce il sindaco, Marco Schiesaro –. Stiamo facendo, poi, una grande campagna contro il conferimento illecito di rifiuti, etichettando chi li abbandona come i peggiori cittadini di Cadoneghe. Non voglio neppure pensare che tra loro ci possano essere i frequentatori della Casa del Lavoratore!”

L’arroganza e le maligne insinuazioni del sindaco Schiesaro non conoscono confini. Non contento di avere, in estate, accusato il PD di non pagare le tasse comunali (accuse subito smentite esibendo le ricevute dei regolari pagamenti IMU e per le quali non si è mai scusato) lancia ora un nuovo affondo altrettanto plateale e pretestuoso. Senza vergogna, prende adesso di mira i “frequentatori della Casa del Lavoratore”, insinuando che potrebbero essere responsabili di abbandonare i rifiuti anziché conferirli nelle aree apposite. Evidentemente, non riuscendo a far parlare di sé con le buone pratiche amministrative, sta sviluppando una sindrome maniaco-ossessiva nei confronti della Casa del Lavoratore e dei suoi “frequentatori”.
Come se l’appartenenza a un partito, o il solo simpatizzare per esso, fosse una sorta di malattia o male da estirpare.

Bel risultato per quello che, in campagna elettorale, sosteneva con forza di essere il sindaco di tutti.
Ci sentiamo vicini a tutte quelle persone che ogni giorno militano e aiutano il Partito Democratico.
Solo insieme possiamo combattere le menzogne e le accuse pretestuose utilizzate per nascondere i problemi che gravitano attorno al fare di questa Giunta.

Meschinaggine di bassa qualità.

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

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