giu 14

In merito ai risultati elettorali che hanno consegnato Cadoneghe alla Lega, leggiamo le sconcertanti dichiarazioni di importanti ex-dirigenti del PD con un misto di stupore e indignazione per le palesi distorsioni della realtà dei fatti.

Sia Alberto Savio, già segretario del PD, che Mirco Gastaldon, già vicesindaco nell’amministrazione Schiavo, si rifanno vivi in questi giorni per imputare la sconfitta di Michele Schiavo in primo luogo al sindaco uscente stesso e al gruppo dirigente  che lo ha sostenuto, cioè la maggioranza  del Partito Democratico. Il gruppo dirigente non avrebbe “tenuto l’orecchio a terra” e non avrebbe compreso la grande voglia di cambiamento della cittadinanza.

Queste persone, fino e ieri organiche al Partito Democratico, (ad alcuni di loro era stato offerto un posto in lista PD) cercano una giustificazione perché sanno che la vittoria della Lega a Cadoneghe è stata preceduta e consapevolmente preparata da un costante “fuoco amico” che ha tentato in tutti i modi di screditare l’amministrazione Schiavo e che ha addirittura dato luogo a più liste avversarie con la colpevole “distrazione” di Alberto Savio, allora segretario del partito, che non ha mai condannato né contrastato le spinte centrifughe che avvenivano sotto i suoi occhi.

Ma anche queste divisioni non sarebbero bastate a perdere il Comune (lo scarto è stato di “soli” 383 voti) se non avessimo assistito, una volta al ballottaggio, all’inqualificabile scelta di Virginia Garato, forte dei suoi quasi 700 voti, di fare accordi con la Lega anziché col Partito Democratico.

La Lista Civica di La Cava e Garato, che, in un primo momento, raccoglieva firme di sottoscrizione per  Mirco Gastaldon sindaco (il nuovo che avanza e la grande voglia di cambiamento!!!), ha fatto tutta la campagna elettorale presentandosi agli elettori come una forza di centrosinistra, usando anche il cognome Garato, emblema dell’antifascismo a Cadoneghe, per accreditarsi in tal senso.

Come si concilia questo con l’abbraccio con la Lega e con Schiesaro al ballottaggio? Fortunatamente molti elettori di Lista Civica si sono giustamente indignati di fronte alla scelta di stringere accordi con la Lega, ma purtroppo molti altri hanno seguito le indicazioni e hanno votato Schiesaro, andando ad incrementare quel divario da colmare che, al primo turno, era già di circa 1000 voti.

Come si vede, comportamenti stridenti anche sul piano etico.

È per questo che ora la Lega amministra Cadoneghe. Le liste che hanno proposto la conferma di Michele Schiavo, il Partito Democratico tra queste, hanno cercato di evitarlo. Con noi hanno cercato di evitarlo anche migliaia di cittadini di Cadoneghe, che sono i nostri interlocutori e a cui prima di tutto daremo conto.

 

 

Il Segretario Reggente

Partito Democratico

Ciicolo di Cadoneghe

Emanuele Lovato

giu 14

Un doveroso grazie a tutti per la fiducia data al Partito Democratico.

Oggi siamo qui a ringraziare anche Michele Schiavo e la sua squadra per il risultato ottenuto.

Una squadra rinnovata al 70% per dare continuità e innovazione per continuare insieme lo sviluppo di questo paese. Una squadra coadiuvata anche da altre formazioni civiche che hanno creduto nell’impegno, nella dedizione al lavoro e nell’onestà di Michele Schiavo.

Costruire e governare un paese non è facile e i nostri elettori lo sanno. Ci vuole fermezza, capacità, ponderazione, buona volontà e senso civico del dovere.

Tutte qualità che il nostro candidato sindaco Michele Schiavo ha e quindi ha meritato la fiducia in questa impresa.   Sapevamo però che non era una partita facile.

Già dalle elezioni europee potevamo prevedere che in  questa tornata elettorale per le amministrative comunali era difficile vincere.

La Lega forte del suo 41,98%, contro il 24,33% del PD pur salendo del 4% circa rispetto alle politiche del 2018, cavalcando il populismo di questi tempi, ha trovato una facile vittoria.

Prendiamo atto anche che una parte dell’elettorato  che alle elezioni europee ha votato centro destra, alle comunali ha votato per Michele Schiavo e questo ci fa onore ma non è stato sufficiente.

Rispettiamo la volontà dell’elettorato di Cadoneghe nella scelta e dichiariamo che saremo attenti osservatori critici costruttivi nella nuova amministrazione guidata da Marco Schiesaro.

Ora la nuova amministrazione troverà diverse cose fatte e preparate da Michele Schiavo e la sua Amministrazione.

Ci auguriamo che venga rispettato tutto il lavoro fatto in questi anni e che prenda atto della bontà delle cose lasciate.

 

Partito Democratico

Circolo di Cadoneghe

 

mag 24

Cadoneghe, 23.05.2019 – Dopo gli ultimi incontri tra i candidati sindaci, dopo diverse vicende che mi hanno giustamente chiamato in causa in qualità di sindaco uscente del Comune di Cadoneghe, sento il dovere morale di lasciare ai miei concittadini, comunque vadano queste elezioni, una sorta di testamento morale, per fare chiarezza su alcuni punti fondamentali.

Il doppio mandato. Ho ricevuto da più parti richiesta di rassicurazioni, poiché sembra che qualche candidato abbia giocato sulla non conoscenza delle normative vigenti da parte dei cittadini. Il solo fatto che compaia tra i candidati sindaci dovrebbe quantomeno far riflettere sulla fattibilità, qualora abbia la fiducia dei Cadoneghesi, del doppio mandato. Trovo alquanto irrispettoso nei confronti delle persone della città in cui sono nato e cui ho dato, da sempre, anima e cuore, andare a raccontare cose non vere per un pugno di voti in più. I miei concittadini sono in grado di scegliere da soli, consapevolmente, e hanno fin d’ora il mio rispetto per le scelte che faranno.

Il complotto. Sento dire da più parti come, ai danni di un candidato sindaco, sia stato perpetrato un vero e proprio complotto. Così fosse, me ne dolgo e ha tutta la mia solidarietà, ma il fatto che qualcuno abbia scientemente scelto di presentarsi con una carta d’identità scaduta, di una persona che tra l’altro non è più tra noi, negli uffici della Cgil per apporre una firma sulla lista mi sembra un po’ grottesco. Prima di tutto, inficia il buon lavoro e la reputazione dei responsabili della sede della Cgil, che non avrebbero controllato i documenti prima della firma. In secondo luogo, mi risulta che nella stessa lista comparissero dei nomi di persone non più residenti a Cadoneghe, che si sarebbero presentati sempre nella sede della Cgil per la raccolta firme a sostegno dello stesso candidato. Mi rifiuto di pensare che persone che conosco da anni, di cui stimo profondamente l’etica e il lavoro fin qui svolto, siano dipinti da un lato come poco professionali, dall’altro coinvolti nel suddetto complotto. Hanno tutta la mia solidarietà in quest’assurda vicenda, che va a discapito di tutti i candidati sindaci della città di Cadoneghe. LEGGI IL TESTO COMPLETO »

mag 22

mag 14

Elezioni Amministrative Cadoneghe 2019

CANDIDATI LISTA PARTITO DEMOCRATICO

  1. NANIA ENRICO
  2. BACCAN GIULIA
  3. BECCARO CRISTINA
  4. BECCARO SAMUELE
  5. BLUNDO CANTO CORRADO
  6. CASSOL ROBERTA
  7. GALLO ELIA
  8. GIACOMINI FABIO
  9. GUARNIERI ORIETTA CARLA
  10. LOVATO EMANUELE
  11. PIOVESAN MASSIMILIANO
  12. PIZZINATO GIACOMO
  13. STREINU MIRELA
  14. TOSATO DANIELE
  15. VALENTINI CINZIA
  16. VETTORE LUCIA

Per votare barra il simbolo del Partito Democratico. Nelle righe affiancate al logo della lista si possono esprimente fino a due preferenze per i candidati consiglieri, un maschio e una femmina.

mag 13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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